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1 Novembre 2021
14:09

Perché il governo pensa alla proroga dello stato d’emergenza e del green pass obbligatorio

Si riapre il dibattito sul prolungamento dello stato d’emergenza – già al centro delle polemiche in passato – che ora è in scadenza al 31 dicembre. Il ministro Speranza ha aperto alla proroga ulteriore (a gennaio 2022 sarebbero due anni esatti) e per il governo può diventare un passaggio fondamentale per gestire i prossimi mesi. I contagi risalgono, l’inverno è alle porte e c’è il tema terza dose per tutti. Non estendere lo stato d’emergenza, tra l’altro, vorrebbe anche dire chiudere il Comitato tecnico scientifico e la struttura del generale Figliuolo.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Lo stato d'emergenza potrebbe essere prorogato. La fine dell'anno si avvicina e il tema è tornato attuale dopo le polemiche di inizio estate, quando soprattutto la Lega si era schierata contro l'estensione. La misura poi era arrivata – con scadenza al 31 dicembre – e digerita da Salvini come molte altre in questi mesi. Ora, però, si riapre la questione, che si porta dietro anche tutta una serie di problemi pratici con i quali il governo deve fare i conti: la campagna di vaccinazione in primis. Ne ha parlato ieri il ministro Speranza: "Proroga dello stato d'emergenza? Come Governo ci baseremo sull'evidenza scientifica – ha assicurato – se sarà necessario prorogare lo stato d'emergenza lo faremo senza timore", anche perché "ricordo che ad oggi la curva è in risalita".

Perché si va verso la proroga dello stato d'emergenza

La linea del ministro della Salute – definita a più riprese dura o rigorosa – è nota da tempo, ma bisognerà capire quale sarà la decisione collegiale del governo Draghi, mentre dall'opposizione Giorgia Meloni già punta il dito contro Speranza. Insomma, all'interno dell'esecutivo l'idea di poter prorogare ancora lo stato d'emergenza c'è e non viene nascosta, anche perché la curva epidemiologica è in risalita – anche se i casi sono ancora pochi – e soprattutto si va incontro all'inverno. Inoltre la protezione del vaccino calerà nel corso dei mesi invernali e c'è in ballo la discussione sulla possibilità di somministrare la terza dose a tutta la popolazione.

Si tratta di un passaggio determinante, perché se lo stato d'emergenza non dovesse essere rinnovato decadrebbero tutte le strutture straordinarie messe in piedi in questo periodo: il Comitato tecnico scientifico in primis, ma anche e soprattutto la struttura commissariale del generale Figliuolo. Si tratta dell'organo che di fatto orienta le decisioni del governo – dal punto di vista epidemiologico – e dell'organizzazione che ha gestito fin qui la campagna di vaccinazione contro il Covid. La domanda è: se il 31 dicembre lo stato d'emergenza non fosse rinnovato, chi si occuperebbe delle terze dosi che con ogni probabilità dovranno essere somministrate a tutta la popolazione? Teoricamente la gestione tornerebbe completamente in capo alle Regioni e ai medici di famiglia.

Stato d'emergenza e green pass, fino a quando e perché

Il governo può prorogare lo stato d'emergenza senza coinvolgere il Parlamento fino a gennaio 2022, quando scadranno i due anni dalla decisione del governo Conte bis. Poi servirà un decreto legge, ma potrà essere esteso ulteriormente. In queste ore rimbalzano voci che vogliono una proroga fino a primavera del prossimo anno, per uscire dall'inverno e dal rischio di nuovo aumento dei casi e per completare un'ipotetica terza dose di vaccino per tutti con la gestione Figliuolo.

In tutto ciò c'è anche la questione green pass obbligatorio a tenere banco. Al momento la scadenza è legata alla fine dello stato di emergenza, e potrebbe andare incontro ad un'estensione: "Il green pass è fondamentale – ha ricordato ieri ancora il ministro Speranza – perché ci consente di tenere aperti tutti i luoghi della socializzazione, della cultura, i ristoranti, le scuole e le università". Certo, in un quadro epidemiologico diverso "faremo naturalmente tutte le valutazioni necessarie", ma al momento "i numeri sono in crescita". Insomma, il messaggio del ministro è chiaro: non si può abbassare l'attenzione proprio ora.

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