Chi legge Fanpage.it ha visto il nostro media aprire con la notizia della nascita del governo Conte 2 (con l'appoggio del PD) mentre le cronache degli altri giornali davano ancora la partita in alto mare. Il rispetto verso i lettori ci impone di spiegare cosa è successo in quelle convulse ore.

Intorno le 17.20 apprendiamo da una fonte importante al Nazareno di una telefonata di Nicola Zingaretti a Giuseppe Conte tramite Rocco Casalino (il portavoce del Presidente del Consiglio) propedeutica all'incontro delle 18 in cui il segretario del Pd, insieme al capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio si sarebbero incontrati con il premier a Palazzo Chigi per chiedergli la disponibilità a un Conte bis (o due o due punto zero).

“È fatta, è nato”

Ci confermano, anche parlamentari 5s e fonti vicine alla Casaleggio Associati, che si tratta di un passaggio formale ma necessario in vista delle consultazioni e della scadenza delle 19 imposta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per avere il nome del capo del governo giallorosso. Sebbene le voci di un veto caduto si rincorressero fin da domenica (e sebbene in molti sia lato PD che lato M5s dessero per ormai certo l'accordo) aspettiamo fino alla conferma della telefonata di rito per annunciare che Conte sarebbe stato di nuovo Presidente (che faceva cadere l'ultimo veto dei pentastellati) certificando così la nascita del governo PD – M5s.

E a questo punto che succede l'imprevedibile, Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio sono insieme a Palazzo Chigi (Conte non c'è ancora, arriverà solo quando il segretario PD sarà già andato via) quando il capo politico del M5s cala le sue carte: non gli basta aver avuto l'ok a Conte premier, vuole anche altri incarichi. Quella che sembra un'imboscata manda su tutte le furie il leader dem che lascia l'incontro dopo soli venticinque minuti.

Le condizioni di Luigi Di Maio: "Voglio gli interni, la vicepresidenza del Consiglio e il Commissario Ue"

Come scritto correttamente anche da altri ieri Luigi Di Maio avrebbe chiesto il Ministro degli Interni, di conservare la vicepresidenza del Consiglio e di nominare da solo il Commissario italiano in Europa. A questo punto il Conte Bis (che in quel momento avevamo già dato per certo) vacilla fortemente, le condizioni di Di Maio sembrano irricevibili. Così irricevibili che c'è anche chi sussurra che quella mossa così estrema di Di Maio sia fatta apposta per far saltare l'accordo (e magari provare a recuperare in estremis con la Lega portando a casa la poltrona di Presidente del Consiglio per sé).

Neanche il vertice delle 21 tra Zingaretti, Conte e Di Maio scioglie tutti i nodi. La partita continua a carte coperte sebbene alcune trattative (vedasi quella di Di Maio Ministro degli Interni) siano, incredibilmente, più semplici (il perché è da ricercasi nel fatto che in molti vedono il Viminale come un terreno minato nel dopo Salvini, l'attuale Ministro – checché ne dica lui – è andato poco più di venti volte al lavoro in un anno e mezzo e la macchina organizzativa ne ha risentito).

Ecco spiegata la giornata di ieri ed ecco spiegato perché, dopo la telefonata di Zingaretti a Casalino per dare il via libera a un Conte Bis, non ci saremmo mai aspettati la mossa di Di Maio che rischia(va?) di far saltare tutto.