AGGIORNAMENTO ORE 01:10 – Al termine del vertice fiume di Palazzo Chigi, fra Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti, Giuseppe Conte e Andrea Orlando, l'accordo appare più vicino. Fonti del PD hanno confermato che il segretario non farà parte del governo, continuando l'incarico di Presidente della Regione Lazio. Allo stesso tempo, però, i democratici ritengono di dover considerare Conte non più come un soggetto "terzo", ma come esponente di primo piano del Movimento 5 Stelle, dunque rivendicano un nome unico per la vicepresidenza del Consiglio. Tra le proposte al vaglio, anche quella di una "forte componente femminile" nell'esecutivo, con la possibilità anche di indicare una donna per la Commissione Europea.

Più problematico appare trovare un accordo sui contenuti della prossima legge di bilancio e fonti del Partito Democratico hanno fatto sapere che la strada è "in salita", visto che le parti restano distanti in materia di politica economica.

Nel complesso, il vertice di stasera non dovrebbe mettere in pericolo la nascita del Conte bis, ma obbligherà i due gruppi a un corposo lavoro di sintesi. Il via libera definitivo spetterà agli organismi dei due partiti, con il PD che terrà la segreteria domani e il Movimento 5 Stelle che passerà per l'assemblea dei gruppi e, molto probabilmente, per un voto finale su Rousseau.

AGGIORNAMENTO Ore 20:30 – Frenata nelle trattative verso un pieno accordo fra PD e Movimento 5 Stelle. Se, come vi abbiamo anticipato, è arrivato il via libera al Conte bis grazie a una telefonata fra l'ex Presidente del Consiglio e il segretario del Partito Democratico, permangono distanze sul peso di M5s e Pd all'interno del nuovo esecutivo. Fonti di primo livello del Nazareno confermano a Fanpage.it che la richiesta di Luigi Di Maio, commissario Ue, ministro dell'Interno e vicepresidenza del Consiglio, appare inaccettabile a Zingaretti. E dunque ora si attende la mediazione di Conte.

Il Conte bis sarà realtà. Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio si incontreranno per limare gli ultimi dettagli, prima di comunicare al Presidente della Repubblica il buon esito della trattativa. Sarà, ci spiegano fonti di primo livello del Nazareno, un “Conte 2.0”, un governo politico con un programma condiviso e con “autorevoli esponenti” del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle.

La decisione arriva al termine di una giornata fitta di incontri e telefonate, culminata con la telefonata del segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti al Presidente del Consiglio uscente Giuseppe Conte. Un breve colloquio nel corso del quale Zingaretti ha preannunciato il suo via libera a un secondo mandato per Conte, chiedendo però che la discontinuità fosse affidata a una svolta sui temi della politica interna, di quella ambientale ed economica. E sui temi Zingarettri ha insistito, vincolando a essi il suo appoggio per un secondo mandato. Conte ha ribadito la sua volontà di andare avanti dicendosi “al servizio del Paese”, spiegando di voler cominciare a lavorare per la stesura del programma e di essere disponibile a continuare a guidare il governo. Ora è tornato da Biarritz, dove ha partecipato al G7, e resta in attesa della chiamata del Quirinale, che potrebbe arrivare già in serata.

Resta qualche ultimo dettaglio da sistemare, in relazione ai punti programmatici e ai nomi che formeranno la squadra di governo, ma Di Maio e Zingaretti stanno ragionando per trovare un accordo e proporre a Conte e Mattarella una squadra composta da politici di primo piano. Dopo l'incontro di stasera alle 21, a proseguire il lavoro saranno i "tecnici" di entrambi i partiti, che metteranno nero su bianco l'intesa programmatica e proveranno a sciogliere la distanza che c'è su alcuni punti. La speranza è che la discussione proceda spedita in modo da riuscire ad arrivare alle consultazioni di mercoledì pomeriggio con una piattaforma programmatica condivisa, da sottoporre anche alle valutazioni del capo dello Stato.

Non è escluso che il Movimento 5 Stelle possa chiedere agli iscritti sulla piattaforma Rousseau il parere definitivo su un accordo così delineato: dunque con la conferma di Conte e nessun veto sui nomi da parte del Partito Democratico.