L'ex presidente del Partito Democratico Matteo Orfini, in un'intervista video a Fanpage.it, ha spiegato la sua proposta di legge abrogativa per cancellare l'articolo 5 del Piano Casa Renzi-Lupi, che nega la residenza a chi vive in un'occupazione. Si tratta di una delle norme della precedente legislatura di centrosinistra, che adesso il deputato propone di abrogare. "Siamo stati subalterni alla destra parlando di sicurezza – ha detto a Fanpage.itLa casa è un diritto riconosciuto dalla Costituzione e non può essere trattato come un problema di ordine pubblico. Chi occupa una casa perché povero non può essere criminalizzato negando a lui e ai suoi figli diritti essenziali come gli allacci di acqua e luce, il medico di base e la scuola".

La proposta presentata dal dem ha suscitato nei giorni scorsi non poche polemiche. La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni lo ha attaccato su Twitter: "Orfini, deputato del PD, vuole dare la residenza a chi occupa abusivamente le case altrui. Ormai la sinistra è sempre schierata con i delinquenti contro gli italiani onesti. Chi occupa abusivamente va sgomberato, non premiato e coccolato".

Oggi pomeriggio Orfini ha replicato con un lungo post su Facebook: "Giorgia Meloni dice che sono dalla parte dei delinquenti. Giornali, siti, profili di destra mi attaccano da giorni con accuse irriferibili.
Poco male, ci sono abituato e non avrei nemmeno perso tempo a rispondere, non fosse che questa volta la questione è seria".

Il parlamentare del Pd, a chi lo accusa di essere dalla parte dei criminali, risponde che è criminale al contrario "negare il diritto all'abitare, colpevolizzare la povertà, aggiungere al dolore altro dolore, all'insicurezza e alla paura altra insicurezza e altra paura. A meno che, per le destre, per ‘prima gli italiani' non si intendano solo quelli ricchi".

Poi passa a spiegare, in 10 punti, le ragioni della sua proposta:

1. Penso che quello all'abitare sia un diritto fondamentale e che siano necessarie politiche di sistema che garantiscano una casa a tutti. Non la proprietà di una casa a tutti ma un luogo adeguato dove vivere (che è cosa diversa).

2. Penso che per molti anni le cosiddette politiche per la casa (fatte da governi di destra e di sinistra) siano state più di sostegno a chi le case le costruiva che di aiuto a chi una casa non la aveva.

3. Penso che se una persona occupa la casa popolare destinata a un altro o occupa la casa di proprietà di un cittadino debba essere sgomberato immediatamente.

4. Penso che il fatto che in questo paese ci siano decine di migliaia di persone che si trovano in una condizione di emergenza abitativa sia un problema enorme.

5. Penso che il fatto che in questo paese ci siano decine di migliaia di persone che vivono in una casa popolare senza averne davvero diritto sia una vergogna.

6. Penso che il fatto che ci siano lotti di case popolari occupate e controllate militarmente dalle mafie per gestire lo spaccio sia un problema gigantesco.

Ieri a Tor Bella Monaca ne hanno arrestati un bel po', per esempio.

7. Penso che contro furbi e criminali bisognerebbe usare la massima durezza.

8. Penso che un padre di famiglia che non ha un tetto sulla testa per sé o per i propri figli e che magari pur avendone diritto non si vede assegnata una casa popolare, se occupa un edificio abbandonato – nella maggior parte dei casi pubblico – lo fa per disperazione e non toglie niente a nessuno.

9. Penso, proprio per questo, che negare la residenza a chi occupa per necessità, e sottolineo necessità, significhi solo aumentare le condizioni di difficoltà e disperazione nelle quali si trova.

Non avere la residenza significa per esempio non avere allaccio ad acqua e luce, non avere medico di base e pediatra.

10. Penso che garantire il diritto alla residenza in alcuni luoghi occupati sia anche uno strumento utile per garantire la sicurezza di chi quel posto lo occupa e degli abitanti di quel quartiere. Nei vuoti urbani c'è illegalità, nel riconoscere diritti c'è giustizia.