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12 Maggio 2016
16:03

Per il Tribunale di Torino “dare del nazista a Salvini non costituisce reato”

Il Gip del tribunale di Torino ha decretato il non luogo a procedere nei confronti del segretario di Rifondazione Paolo Ferrero, querelato del leader della Lega Nord per un post su Facebook. Secondo il Giudice, il fatto non costituisce reato perché “nell’ambito della critica politica la continenza verbale assume una peculiare elasticità, in ragione dei toni abitualmente accesi ed aspri che caratterizzano la lotta politica”.
A cura di Charlotte Matteini
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salvini premier

Il 19 aprile dello scorso anno, in un post su Facebook, il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero definì Matteo Salvini un "nazista". Per la precisione, nella chiusa, Ferrero scrisse: "Salvini non è uno sciacallo ma un nazista, come quelli che all'inizio degli anni '30 gridavano al complotto giudaico massonico". Per questo accostamento, il leader del Carroccio sporse querela, ma ieri il giudice per indagini preliminari del Tribunale di Torino ha decretato il non luogo a procedere nei confronti di Ferrero perché il fatto non costituisce reato: "Nell'ambito della critica politica la continenza verbale assume una peculiare elasticità, in ragione dei toni abitualmente accesi ed aspri che caratterizzano la lotta politica", ha motivato il Gip, rigettando la richiesta di emissione di decreto penale nei confronti del segretario di Rifondazione.

Secondo il Gip, infatti, "l'accostamento di Salvini al nazismo pare riferirsi non già alle politiche criminali di xenofibia e genocidio, quanto alla politica iniziale del movimento suddetto volto a produrre falsi nemici versi cui creare odio sociale". A dare notizia dell'assoluzione è stato lo stesso Paolo Ferrero, che ieri sera ha pubblicato su Facebook il testo integrale della sentenza emessa, esprimendo la sua soddisfazione: "Il Tribunale di Torino ha emesso sentenza in cui dichiara di non doversi procedere nei miei confronti perché il fatto non costituisce reato. Si tratta di una sentenza importante che riconosce la piena legittimità di denunciare come Salvini sia un nazista in quanto usa argomenti simili a quelli dei nazisti che all'inizio degli anni '30 hanno basato i loro consensi sulla costruzione della guerra tra i poveri e dei capri espiatori. Si tratta di una acquisizione rilevante perché ‘historia magistra vitae', dalla storia si può e si deve imparare".

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