Per capire quanto è forte davvero Vannacci non bastano le elezioni di Reggio Calabria: lo spiega l’analista
Roberto Vannacci sostiene che per lui le elezioni suppletive di Reggio Calabria sono state una "vincita", perché "Futuro nazionale ha preso l'11%, che è il 3,4% in più della media dei sondaggi nazionali". E questa, per il generale, è la conferma che "FN è indispensabile al centrodestra per vincere". Le parole di Vannacci a Porta a porta sono solo l'ultimo tentativo di interpretare i risultati delle elezioni vinte dal centrodestra.
Ma chi ha ragione? Le elezioni dicono che Futuro nazionale è ancora più forte di quanto sostengono i sondaggi nazionali, o che non può influire sul risultato del centrodestra? Fanpage.it l'ha chiesto a Gian Piero Travini, analista dell'agenzia Piave.
Quanti voti ha preso Vannacci, davvero
Il punto di partenza è il risultato di Futuro nazionale, che ha preso il 10,94%. I voti, sottolinea Travini, non sono però solo del partito, ma del candidato: "Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia in Regione, alle regionali 2025 aveva preso 5.471 preferenze nei 71 comuni del collegio". Alle suppletive ne ha prese "2.755 in più". Lo ha fatto, per di più, con un'affluenza molto bassa, 22% circa.
"Quei 2.755 voti sono Futuro nazionale, più una quota non misurabile di elettori azzurri che nel 2025 votavano la lista senza indicare preferenze, nel bacino elettorale più faverevole a Forza Italia e alla destra governativa del Sud". Questi, insomma, sono gli elettori che sembrerebbero non essersi mobilitati per Giannetta: hanno dato la loro preferenza a Vannacci. Si tratta di un voto d'opinione, come si nota dal fatto che "metà dell'aumento arriva da Reggio città" e "buona parte del resto dai centri della costa, dove Giannetta aveva poche radici".
Quanto valgono, in percentuale, gli elettori vannacciani ‘puri', non influenzato dal candidato? "Almeno 3,7 punti", ma considerando l'affluenza più bassa rispetto alle scorse regionali "la quota del partito salirebbe a circa 7,3 punti". Insomma, il generale rivendica di aver raggiunto l'11%, ma numeri alla mano il partito oscilla attorno al 7%, "sotto il 7,5-8,5% che i sondaggi danno a Futuro nazionale". E d'altra parte, basta osservare che il centrodestra senza Vannacci ha superato il 50%. Da questo punto di vista, le elezioni di Reggio Calabria "raccontano che Futuro nazionale esiste, ma dove comandano le reti rende meno che nei sondaggi".
Perché le elezioni di Reggio Calabria non erano davvero un test per Futuro nazionale
Il problema è che, secondo Travini, è stato sbagliato fin dal principio guardare al voto di Reggio Calabria come a una prova per Futuro nazionale: "Non era questo il vero test dove misurare Vannacci". Per l'analista si tratta dello stesso errore commesso alle ultime elezioni regionali in Toscana, nel 2025: "Con Vannacci alla guida della campagna, la Lega crollò dal 21,8% del 2020 al 4,38%, e fu letto come un verdetto su di lui. Dieci mesi dopo, il suo nuovo partito è una delle ragioni per cui la destra di governo appare nel caos".
I motivi per cui queste elezioni non erano davvero il test adatto per Vannacci sono ben cinque:
- Innanzitutto, il candidato in questo caso era ‘troppo forte' per permettere di valutare il risultato del partito: "Fino a due terzi dei voti di Giannetta sono la sua rete personale".
- La bassa affluenza è un segnale da non dimenticare. Futuro nazionale pesca i suoi elettori "tra gli astenuti e i delusi da Fratelli d'Italia", per la maggior parte: "È gente che difficilmente si fa vedere alle urne in una elezione suppletiva". Invece il centrodestra controlla sia la Regione, sia il Comune di Reggio Calabria, e anche per questo ha avuto più facilità a mobilitare l'elettorato.
- Il Sud non è l'area del Paese in cui Vannacci è più forte. Lo dicono i dati: alle europee del 2024, su 532mila preferenze personali ottenute dal generale, solamente 70mila vennero dal Mezzogiorno. Insomma, non sono queste le Regioni in cui si può valutare in modo significativo il peso elettorale dei vannacciani.
- Alle elezioni con il sistema uninominale (cioè quelle in cui viene eletto solamente chi prende più voti degli altri candidati) i ‘terzi' vengono puniti. In questa situazione, Futuro nazionale avrebbe potuto ottenere un risultato di peso solo facendo perdere il seggio al centrodestra, cosa che si è dimostrata impossibile. In un sistema plurinominale (in cui ci sono più eletti, in proporzione al numero di voti preso) gli elettori sono spesso più disposti a votare per partiti al di fuori delle grandi coalizioni, e in ogni caso l'11% sarebbe stato un risultato significativo.
- Infine, la campagna elettorale. Vannacci non è riuscito ad allargare il suo messaggio, coinvolgendo un maggior numero di elettori. Anzi, a due giorni dal voto "la foto manipolata di Matilde Siracusano ha unito contro Futuro nazionale tutti i partiti", per quanto il generale abbia poi affermato che non aveva idea che la foto fosse modificata.
Quando conosceremo davvero la forza di Vannacci, e dove si misurerà
Il vero e propio test per Roberto Vannacci e Futuro nazionale sarà uno solo: le elezioni politiche del 2027. Insomma, non ci sono elezioni locali che possano magicamente prevedere quanto andrà bene il partito del generale. Ci sono, però, dei numeri che andranno tenuti d'occhio con più attenzione di altri.
"Vannacci va misurato dove pesa l'opinione", per Travini. Innanzitutto "nel proporzionale delle politiche 2027″, dove non ci sarà il meccanismo uninominale a punire i partiti ‘terzi'. Con il plurinominale, o proporzionale, raggiungere le percentuali che oggi Vannacci ha nei sondaggi sarebbe un buon risultato; non confermarli, invece, sarebbe inevitabilmente una sconfitta.
Ma non finisce qui. Più nello specifico, il peso di Futuro nazionale si misurerà "nei collegi contendibili del Centro-Nord". Qui, "un 7,5-8,5% fuori dalla coalizione di destra governativa deciderebbe i seggi" facendoli vincere al centrosinistra. Lì, insomma, si potrebbe capire se Vannacci è davvero "indispensabile al centrodestra per vincere", come sostiene.