Rula Jebreal spiega chi è davvero Jared Kushner, il genero di Trump: “Lavora per gli israeliani”
Jared Kushner, uno degli uomini chiave dell'amministrazione Trump, a cui è legato a doppio filo da interessi politici e personali, è al centro di uno scandalo che sta svelando la vera natura del lavoro svolto in questi anni per la Casa Bianca.
Un'inchiesta bomba del giornalista statunitense Matthwe Cole ha rivelato l'esistenza di accordi finanziari segreti tra Kushner e i rappresentanti di Israele, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. L'inchiesta completa è contenuta in un libro in uscita, ma nei giorni scorsi Vanity Fair Usa ha pubblicato un estratto che ha attirato l'attenzione mediatica e anche quella di Trump, il quale ha immediatamente accusato il magazine di diffondere fake news. Il tycoon però non sta solo difendendo il genero, proteggendolo cerca anche di salvare se stesso: Kushner è infatti il suo inviato speciale in scenari fondamentali come Ucraina e Medio Oriente. Una ipotesi di corruzione – o ricattabilità – del genero ricadrebbe direttamente sulla sua persona.
Attraverso l'analisi dei conti di Kushner, Cole ha messo nero su bianco relazioni che però erano ben note agli osservatori internazionali più attenti. Tra questi figura anche la giornalista Rula Jebreal che in una lunga intervista con il direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato, spiega chi è davvero il magnate al centro dello scandalo.
L'inchiesta: "Prendeva soldi dal Medio Oriente ed era intercettato dai russi"
Nel libro Principi e ladri: il complotto segreto di Jared Kushner e Mohamed bin Zayed per rimodellare il Medio Oriente, Cole ricostruisce i rapporti finanziari che legherebbero Kushner ad alcune delle potenze con le quali avrebbe dovuto interloquire nella sua veste di inviato della Casa Bianca.
Quello che emerge, invece, è uno scenario decisamente diverso. Tutto inizia nel 2017, quando il governo olandese hackera il telefono di Jared Kushner scoprendo un conto bancario a Dubai con centinaia di milioni di dollari – circa 750 milioni – provenienti da una banca dell' Azerbaigian. Ma verso quel conto erano confluiti anche altri versamenti ingenti, riconducibili a mercenari e signori della guerra attivi in Medio Oriente. Il 2017 è anche l'anno in cui Kusner diventa consigliere senior di Trump, carica che manterrà fino al 2021.
Risalendo quelle transazioni, Cole è arrivato a una fonte del governo degli Emirati Arabi Uniti che ha confermato l'esistenza dei conti, e chiarito un complesso intreccio di relazioni umane ed economiche. Sfruttando la sua vicinanza con Trump, Kushner avrebbe usato la propria influenza per favorire gli amici delle monarchie del Golfo, dietro corrispettivo economico.
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, avrebbe anche utilizzato un altro conto bancario destinato a Kushner, trasferendo un miliardo di dollari in Israele, sempre attraverso la banca dell'Azerbaigian.
Ma c'è di più: gli investigatori olandesi avrebbero ottenuto l'accesso al telefono di Kushner attraverso un hacker russo, poi diventato collaboratore di giustizia per loro. Questo significa che Mosca già spiava il telefono di Kushner, un fatto decisamente grave dato che l'uomo dal 2026 è l'inviato della Casa Bianca "per la pace in Ucraina".
Rula Jebreal: "Kushner ha sabotato i negoziati con gli iraniani"

Nel corso dell'intervista son Fanpage.it, Jebreal ha spiegato di essere oggetto dello spionaggio informatico da parte di un "paese straniero". La giornalista palestinese è da sempre in prima fila nel denunciare i crimini di Israele, di cui conosce bene le modalità di azione e le relazioni.
E secondo la sua analisi, l'uomo che farebbe da ponte tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'amministrazione Trump sarebbe proprio Jared Kushner. "Viene da una famiglia di sionisti radicali – spiega Jebreal – Quando era bambino, Netanyahu era il migliore amico di Charles Kushner, il papà di Jared, dormiva a casa loro, nel loro letto, quando si trovava a New York per lavoro. Jared era inviato per il Medio Oriente e per il Golfo anche nel primo mandato di Trump".
Kushner assume la guida dell'impero di famiglia in un momento molto complesso. Succede infatti quando il padre va in galera a seguito di un "tentato ricatto ai danni della sorella: aveva mandato una prostituta al marito della sorella per filmarlo. La sorella l’aveva denunciato all’FBI mostrando le prove".
Kushner jr tenta quindi l'ascesa e attraverso il matrimonio con Ivanka Trump e l'ingresso nel cerchio più ristretto della Casa Bianca. In questo modo ha accesso a una vasta gamma di informazioni riservate, compresi i rapporti dei servizi segreti che ogni giorno finiscono sulla scrivania del suocero. "Leggendoli, Kushner scopre che Mohammed bin Salman, appena diventato principe regnante, aveva dei nemici interni. Lui prende questo foglio e lo dà a Mohammed bin Salman, secondo le ricostruzioni dei nostri colleghi giornalisti americani". Il principe saudita quindi rinchiude i dissidenti in un hotel di Riad dove li fa torturare per giorni interi. "Questa è stato l'operazione che ha saldato il rapporto di amicizia tra Mohammed bin Salman e Jared Kushner". Non a caso, quando Trump perde le elezioni, Kushner costituisce un fondo che si chiama Affinity Partners di cui "Mohamed bin Salman è il primo investitore".
La diplomazia in questi anni si è rivelata una risorsa fondamentale per il genero di Trump, ma resta pur sempre un'arma a doppio taglio. E l'inchiesta Usa lo sta dimostrando nei complessi rapporti che l'amministrazione statunitense ha con Bibi Netanyahu a seguito dell'attacco congiunto contro l'Iran.
"Kushner fa le trattative, ma gli iraniani ce lo dicono in tutti le salse: ‘questo qui non lavora per gli americani, ma lavora per gli israeliani'. Continua a telefonare a Netanyahu mentre è lì con i negoziatori iraniani, sabotando il negoziato".
"Gli iraniani erano disposti a mettere fine al nucleare – sottolinea la giornalista – Lo abbiamo scoperto perché c'hanno detto un terzo che era nelle trattative, era il ministro degli esteri dell’Oman, erano disposti ad accettare tutte le condizioni di Netanyahu, ma nonostante questo Trump e Netanyahu partono con la guerra. Nessuno capisce il perché. Il ministro dell’Oman viene in fretta furia negli Stati Uniti, fa un'intervista in televisione e dice ‘Guardate, questa guerra si può evitare, gli iraniani sono disposti ad accettare tutte le condizioni, non bombardiamo'. Nonostante questo, Trump comincia a bombardare. In seguito scopriremo che Jared Kushner aveva fornito al Presidente le informazioni sbagliate. Perché?".
La videointervista completa di Jebreal a Direct Talk è disponibile cliccando qui.