Carfagna: “Vannacci ha perso la sua scommessa in Calabria, nessuno al Sud vuole il ‘patriarcato mediterraneo’”
La segretaria di Noi Moderati, Mara Carfagna, in un'intervista a Fanpage.it commenta il risultato delle elezioni suppletive a Reggio Calabria del 27 e 28 settembre, che hanno portato alla vittoria del candidato del centrodestra Fabio Roscioli, con il 51%. Queste elezioni sono state anche un banco di prova per il partito di Vannacci, che per la prima volta ha partecipato a una competizione elettorale un candidato di Futuro Nazionale, Domenico Giannetta. Poco prima del voto Carfagna aveva lanciato anche un video-appello per i diritti delle donne, chiedendo ai cittadini calabresi di non dare il proprio voto a chi "vorrebbe riportarvi indietro, tornando a parlare di patriarcato e negando persino l’esistenza del femminicidio".
Il risultato del centrodestra alle suppletive smonta i piani di Vannacci, che voleva fare della Calabria la sua Sassonia…L’ex generale però sottolinea la crescita del suo partito rispetto al dato nazionale. Come si legge secondo lei quel 10,94% di Domenico Giannetta? È un dato che spaventa?
Al contrario, è un dato che conferma come l’appeal dell'ex generale sia stato sovrastimato. Quel 10,94 ottenuto da Giannetta è legato alle sue relazioni di territorio, acquisite con il suo vecchio ruolo in Forza Italia e non certo con la campagna di Futuro Nazionale. Vannacci non è riuscito a mobilitare né l’astensionismo né il voto di protesta. Reggio Calabria era la sua grande scommessa per dimostrare al centrodestra di essere un fenomeno politico in ascesa, ineludibile: l’ha persa.
La Calabria è un feudo di Forza Italia e Reggio Calabria era il seggio lasciato libero da Cannizzaro. La vittoria del centrodestra è stata trainata soprattutto dagli azzurri. Ma a livello nazionale è possibile per la maggioranza vincere senza allearsi con Vannacci?
Il test calabrese dimostra di sì. Davanti al bivio tra un centrodestra coeso e un partitino in campo per demolirlo e sostituirsi alla sua componente moderata gli elettori hanno scelto con nettezza. Non si tratta solo di “voto utile” ma di una risposta a un’operazione molto precisa dei vannacciani: il tentativo di spostare verso l’estrema destra l’asse della coalizione. Roberto Occhiuto e il fronte moderato si sono impegnati con tutte le forze per sventare questo progetto e hanno consegnato alla coalizione una lezione preziosa: la chiarezza paga, la solidarietà tra alleati paga.
La vittoria di Roscioli sicuramente dà un’iniezione di fiducia al centrodestra, che tira un sospiro di sollievo. L’affluenza registrata però è stata bassissima, con un calo del 27,06% rispetto al 49,40% del settembre 2022. È un dato preoccupante secondo lei?
È un dato in linea con tutte le suppletive precedenti, salvo rarissime eccezioni. In questa occasione Futuro Nazionale sperava che la sua presunta “novità” riportasse alle urne il popolo dell’astensionismo, ma anche questa partita è risultata perdente. La retorica della “vera destra” non ha funzionato. E di sicuro non ha aiutato il messaggio sovranista, xenofobo e maschilista di FN in una Regione che da tempo ha raccolto risultati in tutt’altra direzione. Penso ai giovani medici cubani che da anni lavorano negli ospedali periferici e nei reparti in crisi della sanità calabrese, prova vivente che se l’immigrazione è ben gestita può aiutare e risolvere problemi. Penso a Iole Santelli, prima presidente donna di una regione del Sud, amatissima da tutti, che ha dimostrato come il nostro Mezzogiorno non abbia alcuna nostalgia del cosiddetto “patriarcato mediterraneo”. Ma potrei citare tanti altri esempi…
Tornando a Vannacci, pochi giorni prima del voto la campagna elettorale è stata inquinata dal caso della segretaria Matilde Siracusano. Secondo lei vanno introdotti dei limiti per le campagne elettorali all’utilizzo dell’IA, come suggerisce Forza Italia?
I limiti già esistono. Il centrodestra ha approvato una legge che sanziona chi diffonde contenuti denigratori generati con la AI senza il consenso degli interessati. E non a caso Vannacci si è affrettato a dire che quella foto è responsabilità “di altri”, senza peraltro dirci chi nel suo staff ha deciso di utilizzarla e pubblicarla. Sarà pure coraggiosissimo in altri campi, ma in politica si vede che preferisce regolarsi diversamente.
Le offese di Vannacci sulle donne senza gonna e le frasi di Tajani sulle gonne lunghe, non sono entrambi episodi di sessismo?
Ci sono due differenze sostanziali. La prima: Tajani si è reso conto, ha chiesto scusa, ha spiegato l’equivoco. Vannacci lo ha rivendicato. La seconda: Forza Italia non solo ha promosso le donne a ruoli di altissima responsabilità, ma ha portato all’approvazione leggi fondamentali per la parità e la difesa delle donne. Mi riferisco legge contro lo stalking, che ho personalmente voluto e portato all’approvazione da ministro delle Pari Opportunità, all’introduzione del reato di femminicidio, alle norme contro i matrimoni forzati, alla Golfo-Mosca sulle quote rosa nei Cda. Leggi che hanno prodotto risultati e rappresentano una linea politica precisa, che non è certo scalfita da una frase infelice. Al contrario, Vannacci quelle leggi vorrebbe demolirle e non si vergogna di dirlo in ogni occasione.
Questo era probabilmente l’ultimo test elettorale prima del voto alle Politiche. Questa settimana la legge elettorale arriva alla Camera, la presidente del Consiglio Meloni ha fatto capire che se la maggioranza è solida si arriva fino alla fine della legislatura. Lei esclude che possa esserci invece un nuovo incidente alla Camera con il voto segreto, come è già avvenuto con le preferenze a luglio?
Lo escludo. Anche i colleghi più dubbiosi hanno capito che sarebbe folle fare regali al campo progressista. Le sinistre non hanno un programma, non hanno un leader, non hanno neanche deciso come sceglierlo. L'unica speranza di Elly Schlein e Giuseppe Conte è uno scivolone del centrodestra: nessuno sarà così autolesionista da concederglielo.