Ennesima spaccatura nel Partito Democratico, questa volta sul fronte pensioni. Nonostante qualche settimana fa il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni avesse detto che il governo avrebbe applicato la legge, dunque avrebbe innalzato l'età pensionabile a 67 anni dal 2019, adeguandola all'aumento dell'aspettativa di vita, ora il Pd sta presentando una serie di emendamenti atti a rinviare questo adeguamento al prossimo giugno, ovvero dopo le elezioni politiche. Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, non vede di buon occhio questa mossa del Partito Democratico e critica l'approccio, che considera errato da un punto di vista di metodo e di merito: "Vedo un errore di metodo e di merito in questa proposta del Pd. Nel metodo perché si decide di non decidere sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita rimandando tutto a dopo le elezioni. Il rischio che ciò venga letto dai cittadini come una manovra elettorale è alto. Nel merito credo si tratti di una proposta sbagliata, che rischia di determinare uno squilibrio grave del sistema pensionistico. Ben difficilmente, infatti, il primo atto del prossimo governo sarà un via libera all’adeguamento. In tal caso il potenziale costo complessivo secondo il presidente dell’Inps sarebbe di 140 miliardi. Il tutto mentre più di un terzo dei giovani è senza lavoro e rischia di non avere la pensione", spiega al Corriere della Sera.

"È giusto aprire a correzioni su lavori gravosi e usuranti. Ma in generale è necessario ricordare che già oggi l’età effettiva di pensionamento in Italia è di circa 62 anni mentre la vita lavorativa è di 31 anni rispetto ai 37 della media europea. Abbiamo varato l’Ape social che è una forma di prepensionamento per i lavori gravosi. La vera emergenza oggi riguarda i giovani e il lavoro. Su questo dovremmo concentrare le risorse. Le pare normale che io debba pietire qualche milione di euro per gli istituti tecnici superiori da cui oggi in Italia escono 8.000 giovani, che trovano subito lavoro, contro gli 800mila giovani in Germania mentre si presentano emendamenti che peserebbero per miliardi di euro e che vanno a favore di chi un lavoro e una pensione già ce l’ha?", prosegue il ministro.

Per quanto riguarda la manovra economica che si appresta a passare dal vaglio del Parlamento, Calenda spiega: "La manovra è ben equilibrata. Disinnesca l’aumento dell’Iva, insiste sugli investimenti, sul reddito di inclusione e sulla decontribuzione per le assunzioni dei giovani. Tutto ciò portando il deficit all’1,6%. Il Pd dovrebbe continuare sulla strada dell’ottimo lavoro fatto in questi anni da Renzi e proseguito da Gentiloni. Nel 2014 l’Italia cresceva dello 0,1% ed aveva un deficit del 3%, nel 2017 crescerà all’1,5% ed avrà un deficit poco superiore al 2%. Sono stati creati posti di lavoro e l’export cresce più della Germania ed il doppio della Francia, ma anche in tantissimi altri ambiti, immigrazione,infrastrutture, cultura, giustizia e difesa i ministri del Pd hanno fatto un lavoro egregio. Non vedo alcun senso nell’iniziare adesso una strategia di “lotta e di Governo” all’inseguimento dei populismi, anche perché in questi anni le misure che hanno funzionato meno sono state proprio quelle suggerite da questa prospettiva".