Dopo l’assegnazione di una scorta a tutela di Liliana Segre, è la stessa senatrice a vita a intervenire attraverso un’intervista a Rainews 24. Una scelta, quella sancita dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Milano, inaspettata per Segre. Che racconta: “Ho molta simpatia per i Carabinieri e le persone che ho conosciuto mi sono estremamente gradite. Certamente no, essendo una vecchietta pensavo di essere di nessuno interesse, quindi non me lo aspettavo”. La senatrice a vita aggiunge un altro dettaglio: “Di certo non sono stata io a chiederla”.

A Liliana Segre è stata assegnata la scorta dopo l’aumento delle minacce e degli insulti ricevuti negli ultimi giorni, oltre che per l’aumento degli eventi pubblici a cui la senatrice a vita partecipa. Poi Segre racconta, con un po’ di ironia: “Quando sentivo di personaggi che avevano la scorta li ho sempre visti come importantissimi e che bisognava quindi preservarli”.

Durante l’intervista Segre parla anche di un altro tema, quello della commissione contro l’odio e l’antisemitismo che è stata istituita al Senato proprio su proposta della stessa senatrice a vita. “Vedremo quale sarà il mio ruolo”, risponde a chi le chiede se farà parte di questa commissione parlamentare. Segre spiega ancora come mai abbia presentato questa proposta e quale fosse il suo obiettivo: “Io non ho voluto la commissione contro l’antisemitismo ma assolutamente contro l’odio e come tale vorrei fosse programmata. C’è un’atmosfera di odio, odio è una parola orribile”. Questa atmosfera di odio è stata vissuta, secondo la senatrice a vita, “nei fatti oltre che alle parole. Combatterlo, mi aspettavo, doveva avere il plauso di tutti”, aggiunge con chiaro riferimento all’astensione delle opposizioni di centrodestra. “Pensavo che ci sarebbe stata una specie di gara a proporre cosa fare contro l’odio”, conclude, non nascondendo di essere amareggiata, Liliana Segre.