"Sono rimasta delusa e stupita che davanti a una mozione che proponeva l'istituzione di una commissione contro l'odio ci potessero essere dei distinguo". Così la senatrice Liliana Segre intervistata da Ilaria Sotis nel corso del programma Di Rai Radio1 ‘In viva Voce' all'indomani della approvazione della mozione che porta il suo nome per monitorare tutti gli atteggiamenti di odio a partire dall‘hate speech sempre più diffuso sui social.

La commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza era stata proposta lo scorso cinque giugno dalla senatrice a vita deportata e sopravvissuta ad Auschwitz, ed è stata approvata ieri in Senato con 151 voti favorevoli, nessun contrario e 98 astensioni, in particolare di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia .

"Dagli interventi che ho seguito ho immaginato che una parte si sarebbe astenuta ma poi ho notato che molti astenuti al momento dell'annuncio dell'esito del voto sulla mozione hanno applaudito", prosegue la senatrice. Segre risponde poi a un messaggio giunto nel corso del programma in cui un ascoltatore rivendica il diritto di odiare. "Per fortuna ci sono tantissime persone che la pensano diversamente", ha detto Segre, che ha voluto ribadire come "odiare significa perdere tempo prezioso. È un peccato verso se stessi". Sulla necessità della nascita di una commissione contro l'odio la senatrice ha evidenziato che "rimanere indifferenti non è più possibile e lo dico io che l'odio ce l'ho scritto sul braccio".

Segre, contattata dall'Agi, si dice amareggiata. "Lo so che molti mi hanno manifestato in tutti modi, come possibile, la loro solidarietà ma sono rimasta male" racconta Segre. "Vede, io sono al Senato per caso, ci sono arrivata a 88 anni, non ho mai fatto politica e non ragiono in termini politici, ma etici e morali. Mi sono rivolta alla coscienza di ognuno e pensavo che una commissione contro l'odio come principio dovesse essere accettata da tutti, mi sembrava un discorso quasi banale. Sono rimasta fortemente sorpresa perché tutti i distinguo che ho cominciato a sentire esulavano dal mio pensiero". Eppure molti tra i senatori che si sono astenuti si sono alzati in piedi per applaudirla. "Sì, i battimani nei miei confronti sono stati enormi, anche tra chi non ha votato a favore della Commissione. L'astensione non è più un voto contrario al Senato, però ho pensato che fosse un controsenso. C'è stata ovviamente obbedienza ai gruppi che decidono, ma per fortuna ci sono ancora quelli che ragionano con la propria testa. Se il Senato fosse composto da persone che dicono sì o no a seconda del comando che ricevono ci sarebbe da piangere". Che cosa succede ora? "La commissione nei tempi tecnici prenderà forma – sottolinea Segre – e poi si vedrà. Sarà composta da tutti i partiti e si potrà discutere di volta in volta sui contenuti. Mi sembra importante che in tempo di pace si cerchi di prevenire l'odio, visto che è dappertutto".

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha motivato così la decisione: "Alla senatrice Segre voglio rinnovare la mia stima, la più profonda solidarietà per le ignobili aggressioni di cui è stata oggetto e il mio profondo rispetto per la sua storia personale che la rende preziosa testimone di una tragedia, l'Olocausto, che è stata il male assoluto, sul quale non è tollerabile alcun revisionismo, negazionismo o sottovalutazione".

"Chi conosce la storia recente dovrebbe sapere che il nostro governo è stato quello più vicino ad Israele nella storia della Repubblica e di questo mi è stato dato atto in diverse occasioni dal primo ministro di Israele e dalle comunità ebraiche nel mondo", sottolinea il presidente di Forza Italia. "Sono intervenuto più volte anche con il veto in sede europea per bloccare risoluzioni ostili o non corrette nei confronti di Israele. Ho proposto pubblicamente l'ingresso di Israele nell'Unione Europea, perché ritengo che quella nazione e la storia che rappresenta siano parte integrante e radice fondamentale della nostra identità".

"Le ragioni dell'astensione (che peraltro non poteva avere nessuna conseguenza sul piano pratico) dei nostri senatori non hanno ovviamente nulla a che vedere con tutto questo, tanto è vero che abbiamo votato una nostra mozione – bocciata dalla sinistra – che ribadiva con grande chiarezza questi principi", sottolinea. "Da liberali siamo però contrari all'eccesso di legislazione sui reati di opinione e la mozione sottoposta ieri al voto del Senato, sulla quale Forza Italia si è astenuta, prospettava, su richiesta della sinistra, l'istituzione di un nuovo reato di opinionesovrapponendosi disordinatamente a fattispecie già esistenti – e in più con evidenti margini di ambiguità, mancando, per esempio, qualsiasi riferimento ai rischi dell'espansione del fenomeno del radicalismo islamico".