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7 Novembre 2019
07:36

Liliana Segre vivrà sotto scorta: assegnata la protezione personale dopo le minacce ricevute

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza di Milano ha deciso di assegnare la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre. Si tratta di una protezione personale che prevede la costante presenza di due carabinieri negli spostamenti dell’89enne sopravvissuta ai campi di sterminio. Il sistema di tutela è stato assegnato a causa dell’aumento delle minacce e degli insulti ricevuti, nonché delle sempre più frequenti uscite pubbliche di Segre.
A cura di Stefano Rizzuti
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Da oggi, giovedì 7 novembre, la senatrice Liliana Segre avrà la scorta. Saranno i carabinieri del comando provinciale di Milano a garantire la sicurezza personale dell’89enne sopravvissuta ai campi di sterminio durante la Seconda guerra mondiale. L’ipotesi di assegnare la scorta a Segre era sotto esame già da tempo, ma negli ultimi giorni c’è stata una decisa accelerazione, anche su input del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. La decisione definitiva, spiega il Corriere della Sera, è stata presa nel pomeriggio di mercoledì 6 novembre, durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Renato Saccone. Una decisione che passa prima per l’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale (Ucis).

La scorta a Liliana Segre

Saranno due i carabinieri affidati alla scorta di Liliana Segre, con un’auto a disposizione, secondo quanto fa sapere il Giorno. Il provvedimento per la sicurezza della senatrice a vita è quello della tutela, il livello più basso di scorta. E prevede la presenza dei carabinieri negli spostamenti e nelle uscite pubbliche della Segre. Uscite pubbliche che ultimamente sono aumentate, portando la senatrice ad affrontare nuove minacce e insulti. Come dimostra anche il caso dello striscione di Forza Nuova apparso vicino al teatro di via Fezzan, a Milano, in occasione di un evento a cui Segre partecipava.

Perché è stata assegnata la scorta a Liliana Segre

Sono soprattutto due le motivazioni che hanno portato alla decisione di assegnare la scorta a Segre. Da una parte c’è l’aumento delle minacce ricevute dalla senatrice a vita. Ben 200 messaggi incitanti all’odio razziale al giorno, era il dato emerso nelle scorse settimane, una notizia che ha portato anche ad accelerare l’iter per la nascita della commissione parlamentare contro l’odio e l’antisemitismo. Il secondo motivo è da ricondurre agli eventi a cui Segre partecipa, in continuo aumento nonostante gli 89 anni. Per entrambi i motivi si è quindi arrivati a una accelerazione del procedimento che ha portato all’assegnazione della scorta alla senatrice a vita.

La campagna contro la Segre è iniziata ormai da tempo, almeno dal 2018, come dimostrano le inchieste giudiziarie. Proprio lo scorso anno, infatti, fu anche aperto un fascicolo in procura sotto il coordinamento del pool antiterrorismo per le minacce ricevute da Segre, nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, proprio nel 2018. Poi l’iter per la scorta ha visto un’ultima accelerazione nelle scorse settimane, con la decisione del ministro Lamorgese di inserire il provvedimento tra quelli con priorità.

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