Bari, Orlando: “Da Conte dispetto al Pd. Ora ragionare su nome terzo, anche senza primarie”

Il deputato ed ex ministro del Partito democratico Andrea Orlando è intervenuto nella disputa su Bari criticando la linea di Giuseppe Conte: “Mette in conto di perdere Bari per fare un dispetto al Pd”. Poi ha invitato il M5s ha “ragionare a mente fredda” per poter trovare una candidatura comune verso le comunali, con o senza primarie.
A cura di Luca Pons
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Andrea Orlando, ex ministro e oggi parlamentare del Partito democratico, ai microfoni di alcuni cronisti – tra cui quelli di Fanpage.it – ha commentato il caso Bari, dove il Movimento 5 stelle ha rinunciato alle primarie che si sarebbero dovute svolgere domenica per scegliere un candidato sindaco alle comunali di giugno. "È sorprendente, Conte mette in conto di perdere Bari per fare un dispetto al Pd", ha detto.

Oggi lo stesso Conte ha criticato la "reazione scomposta" dei dem, chiedendo che il M5s non venga accusato di "slealtà". Orlando ha chiesto ai pentastellati, e in particolare Giuseppe Conte, di riflettere su "un dato di fatto: se il Movimento 5 stelle fa un risultato positivo, ma contemporaneamente la destra diventa padrona del Paese, anche quel punto percentuale in più che il M5s può aver guadagnato è difficile da spendere, politicamente".

L'ex ministro ha insistito: "A mente fredda bisogna ragionare su come proseguire. Il quadro non deve essere sottovalutato né minimizzato, ma si può ancora mantenere una competitività della coalizione che era stata messa in piedi". La strada, secondo Orlando, è quella di "non rinunciare alle primarie e lavorare per trovare una convergenza su una candidatura. Che può anche non essere una delle due in campo".

Al momento, da una parte c'è Michele Laforgia che è sostenuto dal Movimento 5 stelle e dall'altra Vito Leccese, attuale capo di gabinetto del sindaco Decaro, che è il candidato del Pd. I due avrebbero dovuto sfidarsi domenica per trovare il candidato unico, ma la retromarcia del M5s in seguito ai casi giudiziari degli scorsi giorni ha cambiato completamente i piani.

La proposta fatta da Conte, ovvero di ritornare al campo largo ma sostenendo Laforgia senza fare le primarie, per Orlando non è altro che "una provocazione. Non conosco nel dettaglio le dinamiche,  ma se si fossero definite le condizioni per convergere su Laforgia non sarebbero state necessarie le primarie. Se si sono decise le primarie è perché evidentemente c'era difficoltà a farlo". Il punto comunque non sono le primarie in sé, ma trovare un nome condiviso per non presentarsi separati a giugno. "Forse andrebbe fatto un supplemento di riflessione per vedere se su altre candidature si può trovare una convergenza, a questo punto anche senza primarie", ha ribadito Orlando.

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