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28 Maggio 2021
08:03

Obbligo vaccinale per il personale sanitario, cento operatori preparano il ricorso al Tar

Circa cento professionisti della sanità sono pronti a fare ricorso al Tar contro l’obbligo vaccinale deciso dal governo Draghi. A rappresentarli è l’avvocato Daniele Granara: “È una battaglia di civiltà – spiega il legale – Noi impugniamo un obbligo che non può essere tale, perché un trattamento sanitario obbligatorio è possibile solo se ha i requisiti di efficacia e sicurezza”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Dalla Liguria arriva il ricorso contro l'obbligo vaccinale per il personale sanitario. Circa cento professionisti della sanità pubblica hanno deciso di impugnare la lettera arrivata dalle Asl, che chiedeva a medici, infermieri e farmacisti di comunicare con un documento l'avvenuta vaccinazione contro il Covid. Introdotto dal governo Draghi, non senza polemiche, era stato chiaro da subito che presto si sarebbe arrivati ai ricorsi, vista l'entità della sanzione per chi non rispetta l'obbligo: demansionamento o sospensione dal lavoro. E soprattutto visto che una minima quota parte di scettici nei confronti nel vaccino è presente anche tra il personale sanitario.

Il ricorso arriva proprio nei giorni in cui si è tornati a parlare di obbligo vaccinale per tutta la popolazione. "È un ricorso al Tar, non una causa, anzi lo dirò meglio: è una battaglia di civiltà". A parlare è l'avvocato Daniele Granara, professore di diritto costituzionale a Genova e a Urbino, che rappresenta il centinaio di professionisti che hanno deciso di impugnare la lettera della Asl. "Sollevare il dubbio di costituzionalità in merito è una battaglia civile – continua il legale – Noi impugniamo un obbligo che non può essere tale, perché un trattamento sanitario obbligatorio è possibile solo se ha i requisiti di efficacia e sicurezza". E il vaccino contro il Covid "non ha né l'uno né l'altro", ma "è un antidoto che non viene considerato sicuro né efficace". Le tesi di chi considera che non sia incostituzionale si basano proprio sul fatto che si tratti di un tso.

Nella lettera inviata dalla Asl ai professionisti "ci sono tre pagine di esenzione dalle responsabilità e nessun cenno alle indennità per eventuali danni, che invece è obbligatoria", spiega l'avvocato. Quindi "già a partire dalle lettere c'è qualcosa che non va". Granara chiede "la libertà di scelta", perché "è bene che si sappia che, nonostante ci sia questo pensiero unico, anche mediatico, c'è gente che dissente e che ha il diritto di farlo". Poi ricorda che l'Italia è "l'unico Paese che ha un obbligo vaccinale che non esiste nel resto d'Europa" e che "è stata dichiarata incostituzionale con una sentenza del 2012 e un'altra del 2020 della Corte Costituzionale una legge delle Marche che semplicemente raccomandava un vaccino di tipo influenzale". Quindi, secondo il legale, non può essere obbligatorio quello anticovid. Nel frattempo "il ricorso è firmato da centinaia di operatori della sanità di Liguria, Toscana, Piemonte e Lombardia e aumentano ogni giorno, lo depositeremo entro il 7 giugno".

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