Nuovo Ecobonus al 65%, l’ipotesi del governo Meloni: i possibili requisiti e i lavori ammessi
Nel 2027 potrebbe arrivare un nuovo Ecobonus con sconti del 65% per i lavori che migliorano la classe energetica delle case. È l'ipotesi su cui il governo Meloni ha ammesso apertamente di lavorare, tramite il viceministro dell'Economia Maurizio Leo. Per il momento, l'ostacolo principale è l'Unione europea: bisogna avere il via libera per confermare che l'Ecobonus si può pagare con i soldi presi in deficit, una parte dei 14 miliardi per l'energia che oggi il governo dovrebbe ufficialmente richiedere all'Ue.
Quanto vale l'Ecobonus oggi
Attualmente l'Ecobonus permette di ricevere uno sconto del 50% per i lavori effettuati sulla prima casa e del 36% su tutti gli altri immobili. Senza interventi, nel 2027 le aliquote scenderebbero di parecchio: 36% di sconto sulla prima casa, 30% su tutte le altre.
Bisogna chiarire che, quando si parla di sconto, si tratta comunque di detrazioni fiscali. L'importo del bonus va detratto dalla dichiarazione dei redditi, in dieci rate uguali, nel giro di dieci anni. Ad esempio, chi fa lavori da 20mila euro sulla prima casa ha diritto a 10mila euro di Ecobonus, e potrà detrarre mille euro all'anno dal 730 per dieci anni.
"Sugli incentivi per l’efficientamento energetico", ha detto il viceministro Leo, "possiamo tirare più su l'asticella rispetto al 50%". L'ipotesi è di portare la percentuale al 65%. Bisognerà vedere più avanti se resteranno le distinzioni in base a prima casa e altri edifici.
L'ipotesi per il nuovo Ecobonus 2027: quali i lavori ammessi
Oltre alla differenza di aliquota che privilegia la prima casa, potrebbe ritornare anche l'aliquota differenziata in base al tipo di intervento. Non sarebbe una novità, ma un ritorno a come l'Ecobonus funzionava in anni passati.
Fino al 2024, l'Ecobonus poteva andare dal 65% all'85%. Lo sconto più basso era riservato alle singole unità immobiliari che, per esempio, installavano pompe di calore o cappotti termici. Quello più alto ai condomini che facevano interventi in grado di migliorare sia la classe energetica, sia la riduzione del rischio sismico.
Non si può escludere che il nuovo Ecobonus riprenderà una distinzione di questo tipo, in base all'abitazione e ai lavori effettuati. Nel suo intervento, il viceministro Leo ha suggerito che la coibentazione (cioè il cappotto termico) e i pannelli solari possano essere interventi prioritari. In più, guardando al portale di Enea, che mette a disposizione anche una serie di vademecum, si trova riferimento a molti più interventi, come:
- Sostituzione degli infissi
- Schermature solari
- Caldaie a biomassa
- Sostituzione con pompe di calore, sistemi ibridi, caldaie a condensazione o microgeneratori
- Collettori solari termini
Questo elenco potrebbe essere indicativo anche dei lavori che saranno riconosciuti dal nuovo Ecobonus. Non è chiaro, però, se il nuovo bonus arriverà già con la legge di bilancio per il 2027. È possibile che si slitti ai primi mesi del prossimo anno, quando i fondi ottenuti con il via libera dell'Ue saranno effettivamente disponibili. In questo modo, il governo potrebbe avere ancora più tempo per limare i dettagli.
Il rischio sanzioni per i ritardi sulle Case green
Anche perché, nel frattempo, dovrà fare i conti con un altro problema che riguarda gli interventi sugli edifici. L'Italia, insieme ad altri otto Paesi, non ha ancora inviato alla Commissione europea il proprio piano di nazionale di ristrutturazione, ovvero il progetto – previsto dalla direttiva Case green – per arrivare al 2050 con edifici a zero emissioni.
Il piano avrebbe dovuto essere inviato entro fine 2025. Da Roma, però, non è partito nulla. Ora la Commissione ha chiesto di avere il tutto entro due mesi, anche perché prima della fine del 2026 bisognerebbe completare il passaggio successivo, cioè la stesura del piano definitivo. Sembra difficile che il governo Meloni rispetti le tempistiche, ma se non lo farà l'Italia rischia di finire davanti alla Corte di giustizia Ue e, in caso di condanna, di pagare sanzioni salate.