Quest'anno il Natale, così come il Capodanno, sarà diverso da tutti gli altri. Le norme anti-coronavirus in vigore impongono infatti di rinunciare al cenone con tanti amici e parenti o ai ritrovi nelle piazze allo scoccare della mezzanotte. "Dovrà essere un Natale responsabile. Questo va detto a chiarissime lettere: ci sarà un Natale diverso rispetto agli altri", ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, durante la conferenza stampa sul monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità. Per poi aggiungere: "È chiaro che il Natale è per tutti noi il momento in cui abbiamo maggior piacere a incontrarci con gli affetti più cari. Quest'anno purtroppo abbiamo una situazione diversa, che non possiamo certamente pensare avrà delle eccezioni legate a quel periodo, perché vanificheremmo tutti gli sforzi di queste settimane".

Ma il governo starebbe invece ragionando su degli allentamenti, sempre contagi permettendo, alle misure in vigore. Dei provvedimenti più soft, nel tentativo di salvare lo shopping natalizio, più che il Natale in sé, e porterebbero un po' di respiro alle attività economiche duramente penalizzate delle chiusure e restrizioni delle ultime settimane. Sui negozi al dettaglio, ad esempio, si ragiona sulla possibilità di estendere gli orari di apertura, dalle 18 fino alle 22. In questo modo i titolari potrebbero recuperare le chiusure delle ultime settimane e i cittadini che si recano per negozi hanno più possibilità di evitare gli orari di punta e i conseguenti assembramenti. Chiaramente resterebbero in vigore tutte le norme anti-contagio, come appunto il divieto di assembramento nei negozi, le distanze di sicurezza, il contingentamento degli ingressi e l'igiene delle mani.

Il governo, allo stesso tempo, sta studiando un nuovo limite di orario legato al coprifuoco, attualmente in vigore dalle 22 alle 5. Questo perché risulterebbe difficile tenere le attività commerciali aperte fino alle 22 e poi con concedere alla gente il tempo di rientrare presso le proprie abitazioni. Ma non è l'unica ragione per cui si valuta uno slittamento del coprifuoco: oltre all'estensione degli orari dei negozi, infatti, si pensa anche di concedere l'apertura serale a bar e ristoranti. In questo caso, con i locali aperti fino alle 22, il coprifuoco potrebbe essere imposto dalle 23 o dalla mezzanotte. Anche in questo caso, la riapertura dovrebbe comunque rispettare tutte le regole di contenimento del virus: resterebbe anche il limite di 4 o 6 persone per tavolo.

Queste misure, almeno per quanto riguarda la zona gialla, scatterebbero a partire dal 3 dicembre, quando scadrà l'attuale quadro stabilito con l'ultimo Dpcm. Ma non è detto che per Natale non possano essere poi reintrodotte una serie di raccomandazioni, come quella di passare la giornata del 25 dicembre solo in compagnia dei parenti stretti. Allo stesso modo già per le vacanze natalizie potrebbe tornare il coprifuoco alle 22, in modo da evitare spostamenti e incontri generalizzati. In questo caso, chiaramente, sarebbe cancellato anche il veglione di Capodanno.