Nuovo decreto Scuola: minori fuori dalla famiglia se i genitori non frequentano corsi di italiano

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Il decreto Scuola appena approvato stabilisce che il tribunale per i minorenni potrà disporre il collocamento dei minori fuori dalla loro famiglia nei casi in cui i genitori dei ragazzi stranieri si rifiutino di frequentare un percorso gratuito di lingua italiana.

Il governo ha appena approvato il nuovo pacchetto scuola, che prevede un tetto massimo del 30% in ogni classe per la presenza di studenti stranieri che hanno difficoltà con la lingua italiana. Oltre a questo limite introdotto per legge, che sarà dunque vincolante, nel provvedimento anticipato nei giorni scorsi dal ministro Valditara e dalla presidente del Consiglio Meloni c'è anche il divieto di velo integrale nelle scuole: nessuno potrà indossare il burqa o il niqab in classe (anche se il numero delle alunne che li portano è bassissimo).

E c'è una terza misura che riguarda il nuovo anno scolastico, fortemente voluta dal ministro Valditara: l'obbligo per i genitori dei ragazzi stranieri di imparare l'italiano. Nell'ultima bozza del testo che Fanpage.it ha avuto modo di visionare c'è, all'articolo 11, ‘Interventi urgenti per la promozione dell'integrazione degli studenti stranieri nell'ambito scolastico' si trova la stretta: "Al fine di garantire la piena realizzazione dell'alleanza educativa tra scuola e famiglia, l'istituzione scolastica segnala tempestivamente ai servizi sociali territorialmente competenti i casi in cui "le persistenti barriere linguistiche" dei genitori ostacolino l'integrazione scolastica e il percorso educativo dei figli e incidono sul comportamento dei ragazzi nel percorso scolastico.

La scuola dunque è tenuta a segnalare i casi ai servizi sociali territoriali, che potranno predisporre un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità, comprensivo di corsi gratuiti di italiano, per il raggiungimento del livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER).

In caso di mancata osservanza del percorso previsto, si legge al comma 3, la bozza contempla il collocamento del minore fuori dalla famiglia. Ecco il passaggio del decreto: "Nei casi di mancata osservanza, in assenza di comprovati motivi di salute, di cause di forza maggiore o di altri gravi impedimenti, dei contenuti del progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità di cui al comma 2, tale da configurare una situazione di concreto pregiudizio per il minore nel percorso educativo e di integrazione scolastica, si applica l'articolo 1, comma 2, della legge 19 luglio 1991, n. 216", che stabilisce il collocamento dei minori fuori dalla propria famiglia.

Nel dettaglio, secondo la bozza, la scuola deve segnalare ai servizi sociali i casi in cui le "persistenti barriere linguistiche" di chi esercita la responsabilità genitoriale impediscano l'integrazione scolastica. Il percorso di sostegno prevede la frequenza dei corsi gratuiti presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA), con l'obiettivo di arrivare almeno alla certificazione di conoscenza dell'italiano di livello A2.

Sono previste esenzioni per i genitori che presentino gravi limitazioni della capacità di apprendimento linguistico dovute all'età, a patologie o a disabilità, purché certificate da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

Divieto di burqa: multa fino a 1000 euro

A proposito del divieto di veli integrali, nella bozza del decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri, si legge che "Salvo che ricorrano specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza, è fatto divieto di partecipare alle attività curriculari e extracurriculari delle istituzioni scolastiche e a quelle previste nell'ambito dei rapporti scuola famiglia con il volto coperto o con qualsiasi altra modalità atta a non consentire il riconoscimento del volto". In caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa da 200 euro a 1.000 euro. La sanzione, quando la violazione è commessa da un minore, si applica al genitore.

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