Stretta sulle bici elettriche, arrivano i bicivelox e multe fino a 15mila euro: come funzionano i controlli
In alcune città 8 e-bike su dieci non sono regolari, secondo un'indagine della Federazione italiana ambiente e bicicletta e Assoutenti. Anche per questo molti Comuni stanno rafforzando i controlli attraverso "bicivelox", strumenti che consentono di verificare la velocità e la potenza di una bicicletta a pedalata assistita.
Per legge, infatti, il motore non può avere una potenza superiore a 250 watt e non deve più assistere il ciclista quando raggiunge i 25 chilometri orari. Se non rispettano questi limiti, le e-bike vengono equiparate ai ciclomotori; dunque, subentrano obblighi aggiuntivi come targa, assicurazione, casco e patente. In caso di violazione le sanzioni possono arrivare a 15mila euro e, in base alla gravità dell'illecito, può scattare anche il sequestro del mezzo.
Quali biciclette rischiano multe fino a 15mila euro con i bicivelox
Le biciclette elettriche a pedalata assistita devono rispettare i requisiti stabiliti dall'articolo 50 del Codice della strada: il motore deve aiutare il ciclista mentre pedala, senza sostituirsi completamente alla sua forza.
Per essere considerata una normale bicicletta, una e-bike deve avere un motore elettrico con potenza nominale continua massima di 250 watt; la soglia sale a 500 watt per i velocipedi adibiti al trasporto di merci e conformi ai requisiti previsti dalla legge. Inoltre, l'assistenza del motore deve diminuire progressivamente e interrompersi quando la bicicletta raggiunge i 25 chilometri orari (oppure prima, se il conducente smette di pedalare). Questo non significa che sia vietato superare i 25 chilometri orari pedalando o percorrendo una discesa: il limite riguarda l'intervento del motore. È consentito anche un comando che gli permetta di funzionare senza pedalata, ma soltanto fino a 6 chilometri orari, per agevolare lo spostamento della bicicletta a bassa velocità.
Quando questi requisiti non vengono rispettati, ad esempio perché è stato rimosso il dispositivo che limita l'assistenza del motore o perché è stato installato un acceleratore che permette di viaggiare a velocità superiori a quelle consentite, il Codice della strada stabilisce che il mezzo non può più essere considerato una normale bicicletta e ricade nella categoria dei ciclomotori. Di conseguenza, per circolare legalmente deve rispettare gli obblighi previsti per questa categoria di veicoli, tra cui certificato di circolazione, targa, assicurazione, casco omologato e patente adeguata.
Come funzionano i controlli e cosa si rischia
I bicivelox sono strumenti che permettono di verificare la velocità e la potenza dei mezzi attraverso una piattaforma dotata di rulli, sulla quale viene collocata la bicicletta. Non si tratta dunque di dispositivi, come potrebbe suggerire il nome, che fotografano le biciclette mentre circolano (proprio come gli autovelox).
Anche le sanzioni dipendono dalle violazioni commesse: l'articolo 50 prevede, ad esempio, una multa da 845 a 3.382 euro per chi effettua modifiche che aumentano la potenza o la velocità oltre i limiti consentiti. A queste possono aggiungersi altre sanzioni, per esempio per la circolazione senza assicurazione o senza i documenti necessari. La combinazione di violazioni differenti può far salire notevolmente l'importo complessivo delle multe e portare anche al sequestro del veicolo.
Quante biciclette elettriche ci sono in Italia e quanto è cresciuto il loro utilizzo
Secondo le stime diffuse da Fiab e Assoutenti in Italia circolano circa 1,8 milioni di e-bike, con un aumento del 50% concentrato negli ultimi cinque anni: oltre che per gli spostamenti quotidiani, vengono usate anche da molti rider, che fanno consegne a domicilio.
Sul fronte delle vendite, gli ultimi dati di Confindustria Ancma (l'associazione dei produttori di biciclette e motocicli) mostrano che nel 2025 in Italia sono state vendute 256mila e-bike nuove, il 7% in meno rispetto alle 274mila del 2024. Le bici elettriche costituiscono il 20% delle biciclette vendute nel Paese.
A favorire gli acquisti hanno contribuito anche gli incentivi pubblici, che variano a seconda del territorio. Infatti non esiste un unico bonus nazionale disponibile per tutte le e-bike; alcune amministrazioni finanziano contributi locali. Ad esempio, il Comune di Firenze ha previsto per determinate categorie di residenti, lavoratori e studenti un rimborso che arriva a coprire fino all'80% della spesa, con un massimo di 500 euro per una e-bike e 1.000 euro per una cargo bike (cioè una bicicletta progettata per trasportare merci o altri carichi), anche se il beneficio è subordinato ad alcune condizioni.