Niente più divieto di motori a benzina e diesel dal 2035: l’Ue prepara il cambio di linea
Presto l'obiettivo di fermare la produzione di auto con motore endotermico, approvato nel 2023, sarà abbandonato dall'Unione europea. Al suo posto, un obiettivo comunque ambizioso ma più contenuto per quell'anno: ridurre le emissioni di CO2 non del 100%, ma di circa il 90%, lasciando un piccolo margine per auto più inquinanti. In questa direzione va la riforma approvata dalla commissione Ambiente del Parlamento europeo.
Non è l'ultimo passaggio normativo che serve, ma la direzione politica sembra segnata. Sono d'accordo i Popolari (gruppo di centrodestra di cui fa parte Forza Italia), i Socialisti (di cui va parte il Pd) e i riformisti di Renew. Sulla stessa linea si pongono la Commissione europea e il Consiglio europeo, almeno per quanto riguarda Francia e Germania. Si oppongono, invece, Sinistra e Verdi da una parte e allo la destra estrema di Fratelli d'Italia, Lega e Futuro nazionale dall'altra.
La commissione Ambiente ha approvato il testo con 48 voti a favore contro 30 contrari. Come detto, l'accordo unisce le forze di centro, che insieme hanno la maggioranza. Il punto chiave è che la riforma ridimensiona l'obiettivo da raggiungere entro il 2035, per quanto riguarda le emissioni di CO2 causate dai nuovi veicoli. Non più una riduzione del 100%, rispetto al 2021, ma dell'87,5%. Una soglia ancora più bassa di quella proposta dalla Commissione europea, pari al 90%.
A questo 87,5% si potrebbe aggiungere un altro 7,5% di riduzione (arrivando quindi al 95%) da parte dei costruttori di auto, usando acciaio prodotto in Ue con basse emissioni. In ogni caso, il fatto che l'obiettivo non sia più del 100% significa anche che non sarà più vietato produrre auto alimentate anche a benzina o diesel.
Non solo. La riforma prevede anche che siano considerate auto a emissioni zero, al pari delle elettriche, quelle che sono alimentate con carburanti sintetici o biologici. Resta da chiarire con precisione quali saranno considerati bio. Si tratta comunque di una buona notizia per Eni, che in Italia ha più di una bio-raffineria e ne aprirà altre nei prossimi anni.
Resteranno comunque degli incentivi per produrre dei veicoli elettrici. Una marcia indietro più netta è in arrivo per i furgoni, dato che quelli elettrici sono ancora molto costosi e quindi immaginare di utilizzare esclusivamente quelli dal 2035 è ancora più difficile: la soglia delle emissioni da cancellare si abbasserà dal 100% all'80%.
Come detto, la riforma non è ancora definitiva. Anche se la direzione in cui l'Europa vuole andare è ormai chiara, mancano alcuni passaggi che definiranno i paletti tecnici e politici della riforma. La commissione Ambiente ha fatto il suo: ora il testo passerà all'Assemblea del Parlamento europeo, che dovrebbe approvarlo entro dicembre. L'accordo tra i partiti, come detto, c'è già.
A quel punto si entrerà nel cosiddetto trilogo, cioè nelle trattative tra il Parlamento, la Commissione europea e il Consiglio europeo (che raccoglie i capi di Stato e di governo dell'Ue, quindi rappresenta i vari governi nazionali). Ciascuno porterà al tavolo la propria posizione, e si cercherà un accordo comune che unisca tutti. Nel complesso, i lavori dovrebbero chiudersi entro la metà del 2027.