Continuano le guerre intestine nel Partito Democratico. È stata annullata l'elezione del renziano Davide Faraone a segretario del Partito democratico in Sicilia. La decisione è stata presa dalla commissione nazionale di garanzia del Pd, con 5 voti a favore e 3 contrari. Dei setti componenti della commissione, 4 sono di area Zingaretti, uno della mozione Martina e due sono renziani. La commissione si è espressa sui ricorsi che erano stati presentati dai dem di area zingarettiana. Lo ha reso noto il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci, che invoca l'intervento del segretario: "La decisione di annullare le elezione del segretario regionale del Pd siciliano Davide Faraone è di una gravità senza precedenti. Il diktat della commissione di garanzia è dettato da sole ragioni di corrente. Il segretario Zingaretti intervenga a difesa delle regole", ha detto il parlamentare. Il tweet di Marcucci è stato subito rilanciato dall'ex segretario Matteo Renzi.

Perché la sua elezione è stata annullata? In pratica alla commissione di garanzia erano arrivati diversi ricorsi dalla mozione Zingaretti che, in Sicilia al congresso regionale, aveva candidato l'ex-deputata Teresa Piccione. La candidata zingarettiana, però, aveva ritirato la candidatura a pochi giorni dal voto denunciando irregolarità nelle procedure del congresso e nella presentazione delle liste.

Appresa la notizia, Faraone ha inviato un sms agli amici: "Solo per informarvi che mi hanno appena commissariato. Ci abbiamo almeno provato a cambiare il Pd in Sicilia".

Ora per la Sicilia potrebbe aprirsi la strada del commissariamento. La proposta dovrà essere avanzata dal segretario Zingaretti e quindi votata dalla Direzione nazionale. Una riunione dell'organismo ci sarà venerdì prossimo, come annunciato oggi dal segretario dem.

"Il congresso del Pd siciliano è stato annullato: la commissione di garanzia nazionale riconosce quanto da noi evidenziato nei vari ricorsi presentati durante la fase congressuale e ripristina il campo democratico. Adesso si apre una nuova fase per la costruzione del nuovo Pd anche in Sicilia, una fase di confronto plurale che permetta a iscritti ed elettori di partecipare alla Costituente delle idee lanciata da Nicola Zingaretti per ritrovare la forza di una proposta alternativa in grado di cambiare la Sicilia e il Paese", hanno detto in una nota Teresa Piccione, Angelo Villari e Renzo Bufalino, coordinatori dell'area Zingaretti in Sicilia. "Adesso – hanno aggiunto – bisogna lavorare per avviare il percorso congressuale rispettoso delle regole di democrazia interna per riorganizzare il partito in tutti il territorio siciliano, oggi fortemente in crisi e definire un programma politico che metta al centro lo sviluppo, il lavoro, il welfare, l'innovazione attraverso il coinvolgimento di iscritti, simpatizzanti ed elettori".