Inizia la scissione del Movimento 5 Stelle. Si era capito fin da subito che tra i dissidenti grillini che la scorsa settimana hanno votato no alla fiducia al governo Draghi, andando contro la decisione presa su Rousseau, ci sono diverse anime. Tra i circa cinquanta espulsi dal Movimento c'è chi cercherà di farsi reintegrare ad ogni costo, anche andando incontro ad una causa in Tribunale, ma c'è anche chi ha accettato la decisione del capo politico reggente, Vito Crimi, e si è calato velocemente nel ruolo di opposizione al governo Draghi. E ancora c'è chi, come Alessandro Di Battista, chiude la porta e abbandona il Movimento 5 Stelle, mettendo in chiaro che non c'è nessuna intenzione di fondare una nuova corrente.

Ma una corrente è nata eccome: alla Camera dei deputati si è appena costituita la nuova componente "L'alternativa c'è", composta dai dissidenti del Movimento 5 Stelle che hanno deciso di votare contro la fiducia al governo Draghi e per questo sono stati espulsi dal gruppo pentastellato. Al momento sono stati dodici deputati a fondare la componente del Misto, ma altri parlamentari dovrebbero aggiungersi nelle prossime ore. Gli appartenenti alla nuova componente spiegano che sarà uno strumento parlamentare utile per poter intervenire con maggior forza sulle questioni che il Parlamento sarà chiamato a discutere ed approvare, con maggior margine per quanto riguarda i tempi e la presentazione di emendamenti.

Ad entrare a far parte della nuova componente del Misto sono i deputati ex Movimento 5 Stelle Massimo Baroni, Pino Cabras, Andrea Colletti, Manuela Corda, Paolo Giuliodori, Alvise Maniero, Maria Laura Paxia, Francesco Sapia, Arianna Spessotto, Rosa Alba Testamento, Emanuele Trano, Andrea Vallascas. A breve si dovrebbe aggiungere anche Paolo Romano. La richiesta ufficiale sarà comunicata dai deputati quando sarà finito l'esame del decreto Milleproroghe.