Alessandro Di Battista è ufficialmente fuori dal Movimento 5 Stelle. Si è completato l'iter iniziato con l'annuncio a caldo dopo il voto su Rousseau che ha dato il via libera all'appoggio dei grillini al nascente governo Draghi. Il giornalista romano ha smentito di voler creare una nuova corrente interna, di mirare a una scissione del Movimento o di volersi candidare al nuovo organo direttivo appena approvato dagli attivisti pentastellati. Sta di fatto che il suo addio ha aperto una frattura interna al partito fondato da Beppe Grillo, la cui conseguenza è stato il voto in dissenso di una cinquantina di parlamentari alla fiducia al governo Draghi. Poi sono arrivate le espulsioni, anche se solo dai gruppi di Camera e Senato, per ora.

Se si prova a cercare Alessandro Di Battista su Rousseau, a cui devono essere iscritti tutti gli attivisti e parlamentari del Movimento 5 Stelle, viene fuori la dicitura "non sono disponibili profili". La cancellazione del suo nome dalla piattaforma è la conferma di quanto annunciato: il giornalista romano ha lasciato ufficialmente il Movimento.

Intanto un gruppo di cinque senatori del Movimento 5 Stelle ha deciso di avviare le procedure per un ricorso collettivo in Tribunale, chiedendo di sospendere l'espulsione dal partito grillino. Secondo quanto riporta l'Ansa, l'istanza sarà presentata da Daniele Granieri. L'avvocato genovese arriverà a Roma nelle prossime ore e raccoglierà le deleghe dei parlamentari che decideranno di ricorrere alle vie legali, poi presenterà la richiesta. Il gruppo iniziale, però, potrebbe allargarsi molto presto. Ai cinque che hanno contattato Granieri si potrebbero aggiungere altri parlamentari espulsi dal Movimento 5 Stelle, sia a Palazzo Madama che a Montecitorio. Mentre altri senatori potrebbero fare ricorso con un altro avvocato. Nel frattempo prende piede, soprattutto alla Camera, l'idea di creare un nuovo Gruppo parlamentare che accolga gli espulsi.