Ancora un salvataggio in mare nel Mediterraneo. Ancora un intervento della nave della Ong Open Arms per soccorrere 68 persone. Che si aggiungono alle 55 già soccorse ieri. Ora a bordo dell’imbarcazione ci sono 123 migranti. E l’equipaggio chiede un porto sicuro in cui far sbarcare le persone salvate dalla morte nel Mediterraneo. Un porto che, per il momento, sembra che nessuno voglia assegnare: il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha già firmato di comune accordo con i suoi colleghi Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta il divieto di ingresso e transito nelle acque territoriali italiani. Ma dopo questo nuovo salvataggio avvenuto nella notte Open Arms torna a chiedere di poter approdare in un porto sicuro.

L’annuncio del nuovo soccorso in mare viene dato dalla stessa Open Arms attraverso il suo profilo Twitter: “Salvate durante la notte altre 68 persone con segni evidenti delle torture subite in Libia”. Tra di loro ci sono anche due bambini e due donne in gravidanza: una di loro è al nove mese e ha le contrazioni. Ora, quindi, sono 123 in totale le persone a bordo della Open Arms. L’equipaggio, sottolineando le torture subite dalle persone soccorse in mare, lancia un appello sempre attraverso lo stesso tweet: “Ora abbiamo bisogno di un porto sicuro per farle sbarcare”.

Ieri la Open Arms aveva soccorso un gommone con a bordo 55 migranti: “Stava affondando – raccontano dall’imbarcazione – siamo arrivati in tempo. 55 persone alla deriva, 16 donne e due bimbi piccoli, sono in salvo. Ora serve un porto sicuro”. L’Ong era stata avvertita da Alarm Phone, il servizio telefonico che fornisce un supporto ai migranti in difficoltà nel Mediterraneo: l’allarme era stato dato da un’imbarcazione partita nella notte precedente dalla Libia. L’avviso di Alarm Phone ha permesso alla Open Arms di intervenire a circa 70 miglia dalle coste di Zuwarah. In serata, però, il ministro dell’Interno Salvini, insieme a Toninelli e Trenta, ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane per la Open Arms.