Le ultime 48 ore mettono nuovamente alla prova il governo e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sul tema dei migranti. Tra sbarchi e soccorsi nel Mediterraneo gli ultimi due giorni al largo delle coste italiane sono stati molti movimentati. Prima il Viminale ha dato il via libera allo sbarco dei migranti a bordo della nave Gregoretti della Guardia costiera (ancorata per giorni al porto di Augusta in attesa dell'autorizzazione di Salvini). Poi l’Alan Kurdi, della Ong tedesca Sea Eye, ha soccorso 40 migranti e da 24 ore chiede di poterli far sbarcare a Lampedusa (ricevendo, per ora, risposta negativa). Stasera, infine, un’altra Ong, l’Open Arms, ha soccorso 52 migranti, tra cui 16 donne e due bambini, nelle acque del Mediterraneo al largo della Libia.

Dalla Ong fanno sapere su Twitter che il gommone che hanno trovato in mare “stava affondando: siamo arrivati in tempo. 52 persone alla deriva, 16 donne e due bimbi piccoli, sono in salvo. Ora serve un porto sicuro”. Un’altra Ong, la Alarm Phone (che riceve le richieste di soccorso nel Mediterraneo), ha fatto sapere di essere stata contattata in mattinata “da un'imbarcazione in pericolo nel Mediterraneo Centrale con 52 persone partite dalla Libia di notte… Open Arms ha appena completato il soccorso”.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha già firmato, insieme al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e a quello della Difesa, Elisabetta Trenta, il provvedimento che prevede il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane per la nave Open Arms e i 52 migranti a bordo, soccorsi in mare nelle scorse ora. A farlo sapere durante la serata, poco dopo la notizia del salvataggio in mare, sono fonti del Viminale.

Il gommone è stato soccorso a circa 70 miglia dalle coste di Zuwarah, in acque internazionali. La sua posizione è stata segnalata da Alarm Phone, il servizio telefonico che fornisce un supporto ai migranti in difficoltà, ad Open Arms. Proprio Alarm Phone fa sapere che i migranti erano partiti dalla Libia la scorsa notte: “Una volta ottenuta la loro posizione Gps abbiamo informato le autorità e Open Arms che era nelle vicinanze”.