Non c’è pace per le navi delle Ong nel Mediterraneo. Neanche dopo il passaggio di consegne al Viminale e l’addio di Matteo Salvini al ministero dell’Interno. Nelle ultime ore la Ocean Viking ha salvato altre 34 persone in mare, arrivando così a 84 migranti a bordo. Alla Alan Kurdi, invece, il Viminale ha negato l’approdo in un porto italiano sulla base del decreto sicurezza bis. Ma andiamo con ordine: la Ocean Viking aveva già soccorso 50 migranti due giorni fa. Ora ha accolto a bordo altre 34 persone che erano in difficoltà sulla barca a vela Josefa, a causa del peggioramento delle condizioni climatiche. Tra i 34 ci sono anche una donna incinta e un bimbo di un anno. La notizia è stata data dall’Ong Sos Mediterranee che ha spiegato che l’intervento era necessario per la difficile situazione a bordo dell’imbarcazione,, di circa 14 metri, su cui si trovavano i migranti.

L’Italia nega lo sbarco alla Alan Kurdi

Allo stesso tempo l’Italia dice no allo sbarco per la nave Alan Kurdi, che da giorni si trova in acque internazionali con a bordo cinque giovani migranti, gli unici rimasti dopo le evacuazioni mediche degli scorsi giorni. La Ong Sea Eye spiega che ieri, in tarda serata, il Centro di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera italiana ha comunicato alla Alan Kurdi la negazione del permesso di entrare, transitare e sostare nelle acque territoriali italiane, facendo riferimento al divieto previsto dal decreto sicurezza bis.

Negli scorsi giorni il capo missione della Alan Kurdi aveva chiesto aiuto ai centri di coordinamento per il soccorso marittimo di Italia, Francia, Spagna e Portogallo. La Ong ha pubblicato su Twitter la mail della Guardia costiera nella quale si ribadisce il divieto a causa del decreto voluto da Matteo Salvini. L’Italia è stato il primo Paese a rispondere (negativamente) alla richiesta. Il portavoce di Sea Eye sottolinea: “Se si utilizzano le politiche di Salvini per dimostrare che non c’è bisogno di lui per bloccare Ong e persone soccorse, si fa comunque in modo che il suo obiettivo venga raggiunto”. E dal Pd arrivano le prime proteste per il comportamento del Viminale, con il neo-ministro Luciana Lamorgese. Ad alzare la voce è Matteo Orfini: “Il primo atto del nuovo governo è chiudere i porti alla Alan Kurdi che è ancora in mare con solo cinque naufraghi a bordo. Così non va bene, per niente. Cacciare Salvini e tenersi le sue politiche non mi pare geniale. Chiedo al governo di correggere subito questo errore”.