I flussi migratori verso l'Europa stanno tornando a crescere, anche in Italia. Lo rende noto Frontex, l’agenzia di guardia costiera e di frontiera dell’Unione europea, che mostra dati preoccupanti.

La rotta del mediterraneo centrale, che ci riguarda direttamente, mostra un aumento del 16% del flusso migratorio a settembre, mese in cui ben 2.280 migranti sono arrivati sulle nostre coste. Un numero di migranti limitato se lo si confronta con il totale degli attraversamenti irregolari delle frontiere Ue a settembre che è stato di 17.200 persone (+14% rispetto al mese precedente). Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha commentato questi dati: "Non credo si possa parlare di una escalation degli sbarchi sulla base dei dati relativi al solo mese di settembre. L’incremento numerico c’è stato ed è riconducibile, anche ad ottobre, all’aumento degli sbarchi autonomi, non un fenomeno nuovo. Nel 2018 sono stati circa 6mila i migranti arrivati con piccoli barchini, dall’inizio di quest’anno sono 6800 con un incremento forte registrato già da marzo – e ha concluso dicendo – Credo che le politiche necessarie per la gestione del fenomeno debbano andare oltre la mera statistica".

Il numero maggiore degli arrivi si conta sulle isole greche del mar Egeo, una meta che fa parte della rotta del Mediterraneo orientale dove vengono registrati due terzi dei migranti totali. Quest'ultima è una via che dovrebbe essere chiusa a seguito dell'accordo tra Bruxelles e Ankara e di cui ora in molti temono l'apertura viste le recenti tensioni tra Europa e Turchia, e viste le recenti minacce del presidente turco, Recep Erdogan. In quest'area il numero maggiore dei migranti è di nazionalità siriana, un numero che, visto anche il recente conflitto scoppiato al Nord della Siria dopo l'offensiva turca potrebbe salire. Per il momento però ad aumentare in percentuale sono soprattuto migranti di nazionalità afghana.

Una situazione simile a quella dell'Italia si è verificata sulla rotta mediterranea occidentale, che va dall'Africa alla Spagna, dove c'è stato un aumento del 12% rispetto al mese precedente e si è toccata la quota di 2.400 persone.

Nonostante i dati allarmanti degli ultimi mesi, si registra un calo degli arrivi in Europa del 19%, se si confronta lo stesso periodo del 2018. E per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, che interessa l'Italia, nei primi nove mesi dell'anno gli sbarchi sono stati 9.700, ovvero meno della metà dello stesso periodo dell'anno scorso.

In controtendenza rispetto alla diminuzione generale dei flussi degli ultimi nove mesi, Frontex sottolinea l'aumento che si registra nella rotta dei Balcani occidentali: +80% tra settembre 2018 e settembre 2019, per un totale di 7.300 migranti.