Dopo un'ispezione durata undici ore da parte della Guardia costiera italiana da ieri la nave l'Ocean Viking è stata sottoposta a fermo amministrativo dalle autorità italiane a Porto Empedocle. Protesta la ong Sos Mediterranee, che gestisce l'imbarcazione: "Palese manovra amministrativa vessatoria, volta a ostacolare il lavoro di soccorso delle navi delle ong". Alnalogo provvedimento ha interessato quattro natanti negli ultimi tre mesi.

Il motivo principale del fermo è stato comunicato dalla Guardia costiera italiana, riferisce l'organizzazione: la nave avrebbe trasportato un numero di persone superiore a quello riportato nel Certificato di sicurezza dotazioni per nave da carico. In un anno di operazioni, la Ocean Viking aveva già dimostrato, replica Sos Mediterranee "di rispondere ad elevati standard di sicurezza più di quanto sia solitamente richiesto ad una nave analoga. Non riusciamo a comprendere perché le osservazioni sulla sicurezza della nave siano state fatte solo ora, dal momento che le condizioni della nave sono rimaste invariate rispetto alle ultime quattro ispezioni, comprese le due più recenti condotte dalla stessa Guardia costiera italiana, e non ci sono stati cambiamenti nelle norme di sicurezza per quanto riguarda ciò che ora viene contestato".

L'armatore norvegese della Ocean Viking ed il noleggiatore, dicono i volontari, "hanno sempre rispettato e garantito il massimo livello di sicurezza per l'equipaggio e i naufraghi a bordo della nave. Quello che ci è chiaro ora è che, negli ultimi tre mesi, la stessa argomentazione sulla sicurezza è stata sistematicamente utilizzata dalle autorità italiane per trattenere quattro navi ong che conducevano operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale".

Il direttore operativo della ong, Penard si domanda: "Come mai la sicurezza non era un problema per le autorità marittime quando, all'inizio di questo mese, la Ocean Viking ha dovuto attendere 11 giorni per l'assegnazione di un porto sicuro ed è stata invece costretta a dichiarare lo Stato di emergenza a bordo?". Operare nel Mediterraneo centrale, "significa trovarsi di fronte a ripetute situazioni di emergenza con un numero potenzialmente elevato di persone in pericolo imminente allo stesso momento (generalmente da 50 a 200 persone). Nell'ultimo decennio, la Guardia Costiera italiana ha salvato diverse centinaia di persone simultaneamente, a volte nel giro di poche ore. Questa è la realtà della crisi umanitaria su vasta scala che si sta verificando nel Mediterraneo". Del resto le persone che che si portano temporaneamente in salvo a bordo, si sottolinea, "sono, secondo la legge marittima, da considerarsi come naufraghi, persone salvate da una situazione di grave pericolo in mare, e non sono mai da considerarsi come passeggeri".