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Caso Aquarius, il Tribunale del riesame smonta le accuse del procuratore Zuccaro

Nuovo caso sulla nave Aquarius: questa mattina Luigi Manconi ha annunciato il dissequestro dell’imbarcazione, ma la procura di Catania ha smentito, spiegando che il dissequestro non è possibile perché in realtà la nave non è mai stata sequestrata. Ma il Tribunale del riesame ha comunque smontato le accuse del procuratore Zuccaro all’Aquarius.
A cura di Stefano Rizzuti
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Prima l’annuncio del dissequestro. Poi la smentita della procura di Catania. Sulla nave Aquarius, gestita da Medici Senza Frontiere, si apre un nuovo caso. A riaprire la discussione è stato il presidente dell’Associazione A buon diritto, Luigi Manconi, che in mattinata ha annunciato il dissequestro della nave Aquarius dopo l’accusa di smaltimento illecito di rifiuti. Ma, precisa la procura di Catania, l’Aquarius non può essere stata dissequestrata perché non è mai stata posta a sequestro, in quanto non era in Italia e il decreto del gip non è mai stato eseguito né impugnato. Secondo quanto spiega la procura, il Tribunale del riesame si è espresso sul sequestro di 200mila euro di beni da due conti correnti intestati a Francesco Giannino, titolare della ‘Mediterranean shipping agency' di Augusta (Siracusa), annullando il precedente decreto. E dando, di fatto, torto alla procura di Catania, smontando in parte la sua accusa. Giannino è indagato nell’ambito dell’inchiesta sullo smaltimento di rifiuti da navi di Ong che soccorrevano migranti.

A confermare la notizia anche il legale dell’indagato, l’avvocato Dina D’Angelo, che sottolinea come sia la sua “l’unica parte in causa a presentare ricorso e a discutere davanti ai giudici”. Il Tribunale del riesame ha comunque accolto integralmente il ricorso dell’agente marittimo. I giudici non avrebbero rilevato i presupposti su cui si basa l’accusa ai danni di Giannino, secondo quanto anticipato da Radio Radicale, e hanno quindi bocciato i provvedimenti emessi.

La procura di Catania, guidata da Carmelo Zuccaro, sostiene l’accusa di smaltimento illecito avvenuto in totale in 44 occasioni, per circa 24mila chili di rifiuti, tra cui anche “gli indumenti contaminati indossati”, gli scarti alimentari e i rifiuti utilizzati in navigazione per l’assistenza medica ai migranti soccorsi in mare. Nonostante il mancato sequestro, confermato dalla procura, l’Aquarius difficilmente potrà tornare a breve in mare, essendo ancora priva di bandiera dopo la revoca da parte delle autorità di Panama. Al momento del provvedimento di sequestro, emesso da Zuccaro, l’Aquarius si trovava nel porto di Marsiglia.

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