Dopo lo stop firmato dal ministero degli Interni, anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane per la nave ‘Eleonore' della ong tedesca Lifeline, con oltre 100 migranti a bordo soccorsi al largo della Libia. Lo fanno sapere fonti del Vimnale.

Poco dopo è arrivata la firma anche del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: fonti del dicastero confermano che il anche ministro pentastellato, dopo l'iniziativa di Matteo Salvini, ha controfirmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane per la nave umanitaria. Il provvedimento questa mattina era stato infatti trasmesso ai ministri della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti, così come prevede il decreto Sicurezza bis.

Del divieto verrà informato il Presidente del Consiglio e il contenuto notificato al capitano della nave. Soddisfazione dal Viminale, "per la ritrovata compatezza del governo a fronte dell'ennesimo tentativo di avvicinamento alle acque italiane di una ong tedesca".

La nave Eleonore, al terzo giorno di navigazione, sarebbe diretta versa Nord, dopo aver lasciato la zona Sar libica. Era intervenuta per recuperare i naufraghi che viaggiavano su un barcone che stava per affondare a circa 40 miglia dalle coste libiche. Una nave della Guardia Costiera libica si era anche avvicinata minacciando l’equipaggio dell'ong, e poi si è allontanata dopo diverse richieste del capitano della nave, secondo cui l’azione dei libici avrebbe pregiudicato le operazioni di soccorso.

"Terzo giorno di navigazione su Mare Jonio: abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando la Eleonore di Lifeline ha salvato 101 persone da un gommone che affondava. Noi eravamo lontani: non saremmo riusciti ad arrivare in tempo. Grazie Eleonore, buon vento fino a un porto sicuro". Lo ha scritto su Twitter Cecilia Strada, che si trova a bordo della Mare Jonio di Mediterranea.