Il Pd torna in pressing sul Movimento 5 Stelle sul tema del Mes. Questa volta sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità più che sul Mes sanitario. E lo fa arrivando a minacciare conseguenze anche per la tenuta della maggioranza. Il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, lancia una sorta di ultimatum parlando al Tg2: “Se si isola l'Italia in Europa, rischia anche il governo”. A chi gli chiede se sul voto di mercoledì il governo rischi, Orlando replica: “Se si discute di quali soldi, risorse migliori per la sanità, no. Se si isola l’Italia a livello europeo e si mette in una posizione scomoda, allora rischia anche il governo”.

Delrio: non accettare modifiche mette a rischio maggioranza

L’avvertimento era stato lanciato in giornata già dal capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio: “La revisione del Mes è un cambiamento in meglio di questo strumento, costringe ad una maggiore solidarietà, fa un passo verso l'Unione bancaria ed il mercato unico dei capitali, in sostanza verso un Europa più politica, più forte e anche più solidale. Il Mes è uno strumento che si può decidere di utilizzare o meno, ma se dopo aver fatto attendere un anno l'Europa, ora l'Italia non dovesse procedere rischia di perdere la sua credibilità”, afferma a Radio InBlu. Poi aggiunge: “Il fatto che alcuni parlamentari non intendano accettare questa modifica mette a rischio la maggioranza, soprattutto al Senato. Noi siamo sempre disposti a mediazioni e a tenere unita la maggioranza ed il governo ma non è possibile che non si vada avanti, per noi è un punto non eludibile”.

Crimi (M5s) replica: non faremo ostruzionismo

In pressing anche il ministro per gli Affari Ue, Vincenzo Amendola: “Un governo che non ha una maggioranza in politica estera deve fare riflettere. Quindi io rifletterei da qui al 9 dicembre”. A replicare al Pd è in serata, durante l’assemblea del Movimento 5 Stelle, il reggente Vito Crimi: “La riforma del Mes non ci piace, certo, ma ho detto che non faremo ostruzionismo se tutti gli altri Paesi europei stanno andando in quella direzione e sono quegli stessi Paesi europei con cui ci troviamo a giocare una partita molto più complessa per il futuro dell'Ue, una partita per arrivare a una visione più ampia”. Per quanto riguarda la sua attivazione, però, Crimi non ha dubbi: “Con noi al governo il Mes non sarà mai attivato e domani saremo sempre in prima linea per non farlo attivare”.