Bandiera Unione Europea

L'Eurogruppo ha approvato ieri sera la tanto discussa riforma del Meccanismo europeo di stabilità, il Mes. Il via libera è arrivato dall'Ecofin – il Consiglio dei ministri dell'Economa di tutti i Paesi Ue – con l'annuncio del presidente di turno, il tedesco Olaf Scholz: "È una riforma che rafforza l'euro e tutto il settore bancario europeo, perché lo rendiamo più robusto contro gli attacchi degli speculatori, e rendiamo il settore bancario più resistente alle crisi e quindi in grado di sostenere l'economia reale". Per l'Italia ha partecipato alla trattativa il capo del Tesoro, Roberto Gualtieri, che a fine riunione ha spiegato: "Oggi l'Italia è tra i Paesi che hanno compiuto progressi nel sistema bancario che oggi appare solido e non più fragile, un riconoscimento positivo che giudichiamo importante".

L'epidemia di Covid-19 ha rallentato la riforma del cosiddetto Fondo salva stati, ma dopo un anno di attesa i ministri dell'Economia della zona euro hanno dato l'ok definitivo alla modifica del trattato che ridisegna gli aiuti tradizionali del Mes, ma non la linea dedicata alla pandemia nata a marzo. L'obiettivo è chiaro: prevenire le crisi economiche invece che curarle. Perciò è stata pensata una riforma che semplifichi l'accesso e le potenzialità degli strumenti del Mes utilizzabili prima di un'eventuale crisi e salvataggio di un Paese: si tratta di linee di credito precauzionali, che possono essere utilizzate se uno Stato, colpito da uno shock economico, vuole evitare di finire sotto stress sui mercati. Eliminato il Memorandum che impose condizioni molto rigide alla Grecia, sostituito con una lettera d'intenti che assicura il rispetto delle regole del Patto di stabilità.

C'è un'altra novità importante, che riguarda le banche. La riforma affida al Mes anche un altro compito: fornire una rete di protezione, il cosiddetto backstop, al fondo salva-banche, nel caso estremo in cui dovessero finire le risorse di cui dispone per i "fallimenti ordinati" delle banche in difficoltà. Su questo punto ha insistito molto l'Italia, che lo ritiene uno dei tasselli mancanti dell'Unione bancaria. Entrerà in vigore nel 2022 anziché nel 2024, come previsto precedentemente. Dal punto di vista formale, a questo punto, la riforma del Mes dovrà essere firmata da tutti gli Stati aderenti al trattato, cioè quelli della zona euro, poi si passerà alla ratifica a livello nazionale dei vari Paesi.