Non ha mezzi termini il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando durante una conferenza stampa sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. “A giudizio nostro e dei documenti il presidente Conte ha commesso un atto gravissimo, un attentato ai danni del popolo italiano”. Il leader del Carroccio ritorna anche sulle accuse da parte del Pd, che ricordava a Salvini come fosse al governo quando è stato portato avanti il negoziato: “Ricordiamo tutti i ‘no’ della Lega e tutti i silenzi di Conte che adesso ci spieghiamo”, sottolinea l’ex ministro dell’Interno. Gli avvocati della Lega, inoltre, "stanno studiando l'ipotesi di un esposto ai danni del governo e di Conte".

Salvini si rivolge al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Chiederò al garante della Costituzione di far valere il dettato della Costituzione. Se il Parlamento dice ‘A' il governo non può fare ‘B’. Nel frattempo che il Parlamento non si è pronunciato bisogna stare fermi. Noi non abbiamo cambiato idea: se il M5s ha cambiato idea, occorre un altro atto parlamentare in cui danno a Conte e Gualtieri un mandato diverso da quello che hanno dato a giugno scorso al governo”. Poi l'ex vicepresidente del Consiglio aggiunge: "Chiederemo un incontro ai massimi livelli istituzionali. I legali stanno seguendo un altro percorso. Oggi noi siamo i garanti della Costituzione in questo momento".

Il leader della Lega torna anche sulle parole di Roberto Gualtieri: il ministro dell’Economia ha spiegato che il Mes è un “passo avanti”, un “successo per l’Italia” e non è più modificabile. Secondo Salvini, quindi, “il ministro dell'Economia ha smentito il presidente del Consiglio, uno dei due mente”. Salvini ricorda che “c’era un atto parlamentare votato dal Parlamento il 19 giugno che invitava il Governo a fermarsi, e in democrazia il voto parlamentare è vincolante”. Poi l'ex vicepresidente del Consiglio prende in mano il cellulare e afferma: "Chi è a questo tavolo ha amplissima documentazione di messaggistica, whatsappistica inviata al presidente Conte e al ministro dell'Economia di quale fosse la posizione della Lega". E riprende un messaggio di giugno che recitava: "Non firmiamo un cazzo".

La Lega potrebbe rivolgersi a Mattarella come confermato anche da Riccardo Molinari, capogruppo del Carroccio alla Camera: “Ci rivolgeremo probabilmente a Mattarella, dobbiamo difendere il parlamentarismo e la Costituzione”. Secondo Molinari, Conte “ha commesso un atto gravissimo: deve venire in Aula e dal nostro punto di vista deve rassegnare le dimissioni”. Anche Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio, attacca: “Noi abbiamo dato ogni tipo di mandato affinché ciò non avvenisse. Il 19 giugno abbiamo presentato una risoluzione a maggioranza firmata anche dal M5s in cui si chiedeva massima attenzione. Le parole di Gualtieri dimostrano che il governo non ha rispettato il mandato del Parlamento”.