Continua a far discutere il trailer di Tolo Tolo, il nuovo film di Checco Zalone, con prese di posizione molto distanti fra loro e un dibattito ampio e partecipato nell’opinione pubblica. Polemiche nate dalle perplessità di Roberto Zaccaria, presidente del Consiglio Italiano dei Rifugiati, che in un colloquio con Repubblica aveva parlato di vera e propria “istigazione al razzismo”, dicendosi più che perplesso dalla scelta di rappresentare gli immigrati come onnipresenti nella quotidianità degli “italiani” e di creare una sorta di contrapposizione che nuocerebbe al dibattito sul tema dell’accoglienza. Allo stesso tempo, in molti hanno sollevato dubbi sul fatto che a essere oggetto di satira possano essere “i deboli”, invertendo il paradigma che vuole che obiettivo degli autori satirici siano i potenti. Di contro, in molti hanno ricordato la storia personale e artistica di Zalone, parlando di provocazione volta a decostruire e smontare i luoghi comuni sui migranti e l’ignoranza di parte della popolazione italiana. Un dibattito molto sentito anche sulle pagine di Fanpage.it, che ha visto la partecipazione di migliaia di lettori, in larga parte schierati "dalla parte" del comico di Polignano a Mare.

Sulle critiche piovute addosso al comico pugliese è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini, a Chieti per uno dei suoi comizi elettorali. “Checco Zalone è sotto accusa perché sarebbe razzista per aver girato un film ‘Tolo tolo’ che è politicamente scorretto”, ha spiegato uno stupito Matteo Salvini ai militanti leghisti, attaccando: “Ma buon dio, viva Checco Zalone, io lo voglio senatore a vita, non come qualche reperto”.

Poi si è rivolto a giornalisti e commentatori: “Questi hanno tempo per occuparsi di queste cose, se la prendono con Zalone perché non è abbastanza radical chic. Per qualcuno puoi far musica, teatro, poesia o insegnare alle Università solo se sei di sinistra”.