Il governo non tasserà i risparmi degli italiani”. È netto il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, quando esclude qualsiasi tassa aggiuntiva per i contribuenti italiani, anche in caso di procedura d’infrazione da parte dell’Ue, una prospettiva sempre più vicina dopo la bocciatura della manovra da parte della Commissione europea. Salvini interviene durante il programma Stasera Italia di Rete 4, spiegando che il suo obiettivo non è “lo scontro con l’Unione europea, vorrei solo lavorare. Ho già abbastanza da fare e spero che lo scontro finisca. Il governo vuole dialogare con l'Unione europea. Io non voglio uscire dall'Europa, non voglio ribaltare i tavoli ma chiedo rispetto per gli italiani, che siano trattati come gli altri, francesi, tedeschi che hanno violato regole senza ricevere letterine”.

Nessun commento su Pierre Moscovici, il commissario europeo agli Affari economici con cui il governo è già andato allo scontro più volte durante le ultime settimane: “Mi permetta di non commentare questo signore e di parlare con gli italiani, io rispondo a loro: chiediamo rispetto, non per me come ministro ma per 60 milioni di italiani che la mattina si alzano e vanno a lavorare e pagano 5 miliardi all'anno e in cambio non chiedono insulti ma la possibilità di lavorare”. Ma il ministro dell’Interno non risparmia la polemica con la Commissione: “Perché in passato l'Ue non ha detto niente con i governi Renzi, Gentiloni, Monti che hanno fatto manovre che hanno fatto aumentare il debito di 300 milioni di euro? Arriviamo noi, siamo qua da 5 mesi e ogni giorno ce ne hanno una, mandano letterine… Lasciateci lavorare”.

Salvini parla anche dei mercati: “Nonostante la lettera di Bruxelles la Borsa sale e lo spread scende, meglio così”, scrive su Twitter. E ancora, durante l’intervista, spiega che la sua “unica preoccupazione è la speculazione della finanza internazionale, qualcuno che dall'altra parte del mondo schiaccia un pulsante”. C’è poi la questione del decreto sicurezza, con la fronda del M5s che ha chiesto modifiche al testo. L’approdo in Aula alla Camera slitta a lunedì 26, ma Salvini non si preoccupa: “Per me basta che passi in settimana, giorno più, giorno meno non fa differenza”.