Adesso!", Matteo Renzi apre la campagna per le primarie del Pd

E’ iniziato oggi, con diversi minuti di ritardo rispetto a quanto previsto, il tour di Matteo Renzi per la campagna alle primarie del Pd, il 37enne sindaco di Firenze ha scelto la città di Verona per il primo discorso ufficiale da candidato alle primarie del centrosinistra allestendo una convention in stile Usa. Lo sfidante di Bersani era partito questa mattina dalla sua città a bordo di un camper che, come hanno spiegato dal suo entourage, è  a emissioni zero, e le emissioni di anidride carbonica saranno compensate “piantando 108 alberi in Senegal e Argentina per contribuire a due importanti progetti di riforestazione”. Campagna elettorale che a prima vista sembra essere un punto di rottura con loghi e colori del partito, sul palco del palazzo della Gran Guardia, infatti,  campeggiava lo slogan “'Adesso!”, e i colori blu e rosso, ma nessun simbolo del Pd. Sullo sfondo invece un megaschermo e alla sua sinistra un manifesto con la scritta rossa e blu “Primarie 2012, Matteo Renzi, Adesso!”.

Svecchiare la classe politica – L’intervento di Matteo Renzi è stato preceduto da quello del sindaco di San Giovanni Lupatoto, Federico Vantini , che ha introdotto il sindaco  di Firenze in qualità di rappresentante dei tanti sindaci che appoggeranno Matteo in queste primarie. Grandi applausi dalla platea all'ingresso del candidato, con cartelli in stile primarie Usa, per accogliere un Renzi in camicia bianca con le maniche arrotolate e cravatta blu. Un discorso incentrato principalmente sulla necessità di svecchiare la classe dirigente del Paese quello fatto da Renzi, che dà la prima stoccata ai vecchi leader dopo i primi cinque minuti, quando racconta che 25 anni fa in Italia "i loghi dei partiti erano diversi, i leader no",  gli stessi politici di oggi “erano in Parlamento quando noi eravamo all’asilo”. Il nostro scopo però ha avvertito Renzi  "non è solo sostituire la vecchia classe politica, ma cambiare il destino dei nostri figli” portando la prospettiva del futuro nella politica. Il sindaco di Firenze per questo ha invitato  i giovani a darsi da fare per non essere più etichettati come “bamboccioni, pigri ed inefficaci”, perché bisogna far cambiare idea alla generazione del '68 che “non è l'unica generazione ricca di ideali”.

Nessuna rottura con il Pd in caso di sconfitta – Il diretto antagonista di Bersani  in queste primarie del Pd non risparmia una grossa stoccata alla sinistra radicale, che ha proposto il referendum sull’articolo 18, l’emblema di “una sinistra che non vuole governare ma si accontenta di partecipare”. Renzi nomina molto poco la classe dirigente del Pd, Bersani viene citato solo per ricordare che l’attuale leader del Pd va ringraziato per tante cose , ma non per le primarie perché “sono un tratto distintivo del nostro partito”. Nessuna rottura però, Renzi ha precisato che “se si perde si dà una mano a chi ha vinto ma se si vince si cambia l’Italia” ricordando a tutti che le parole chiave su cui basa la sua candidatura sono  “Europa, futuro, merito”, tre parole fondamentali per cambiare l’Italia.

Ripartire dall'Europa guardando anche al centro- “Bisogna partire dall’Europa per governare l’Italia”, per Renzi è fondamentale capire che l’Europa “non è la  vecchia zia che ci fa fare i compiti”, ma bisogna vederla come un’opportunità, perché "la crisi è un'opportunità". "Vogliamo gli stati Uniti d'Europa"  con una sola leadership, una sola economia e un solo esercito, sono queste le prospettive per le future generazioni secondo Renzi. Il sindaco di Firenze inoltre non rinnega di essere cristiano e cattolico, ma ricorda che “ faccio politica rispettando la costituzione, non i dettami della mia fede” e soprattutto ammette di non aver “paura di chiedere voti agli elettori del  centrodestra” delusi dai loro leader.

Diminuire la pressione fiscale sul lavoro – Non manca nel suo intervento un riferimento a Monti, secondo Renzi il Premier ha fatto molto per l’Italia ridando dignità agli italiani e credibilità al nostro Paese, ma non ha ridato speranza ai giovani. Bisogna quindi ripartire dando “ai ragazzi un motivo per continuare a crederci”, in altre parole dargli un opportunità per il loro futuro. Per Renzi è fondamentale non solo combattere l’evasione fiscale, “far pagare le tasse a chi non le paga”, ma anche diminuire la pressione fiscale sul lavoro e soprattutto grazie alle nuove entrate diminuire le tasse, far passare il messaggio “se pagano tutti ci sono meno tasse”. Il candidato Renzi ricorda a tutti che online  a breve ci sarà una bozza, un documento programmatico che, ci tiene a sottolineare, “non è un  programma ma un’offerta di discussione aperta”. Renzi non nasconde di ispirarsi a Obama e di essere d’accordo con lui quando dice che “il successo non si conta da quanti soldi hai fatto ma se hai fatto la differenza nella vita degli altri”, citando la First lady Michelle. Al termine del suo discorso, Renzi ha ringraziato tutta la sua famiglia e ha ricordato ancora una volta che la sfida più grande ma anche l’obiettivo principale sarà ridare “speranza al Paese”. L’importante  sarà quindi far prevalere il merito e pensare che il modello dominante non è il “ghé pensi mi, ma il tocca a noi”.