"L'Italia è un importante alleato" della Nato ed è "cruciale per portare stabilità nella regione del Mediterraneo". Con queste parole la Casa Bianca, ha annunciato che il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, sarà ricevuto da Donald Trump il prossimo 16 ottobre.

Trump e Mattarella "discuteranno di come far crescere ulteriormente la relazione di lunga data tra Stati Uniti e Italia – prosegue la nota della Casa Bianca – e di come affrontare le sfide comuni per la sicurezza e per promuovere una condivisa prosperità economica". In occasione della visita del capo dello Stato, Trump organizzerà anche "un ricevimento per celebrare l'eredità italo-americana".

"Il presidente Trump sottolineerà inoltre l'importanza della sicurezza delle telecomunicazioni, in particolare per quanto riguarda il 5G, e di scambi commerciali equi e reciproci". La questione sul tavolo sarà naturalmente anche quella dei nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti sui prodotti italiani, a partire dal parmigiano. Alla vigilia del suo viaggio a Washington, Mattarella ha esortato Stati Uniti e Ue a ritrovare "lo spirito originario dei rapporti transatlantici", augurandosi che "l'applicazione" dei dazi "non venga mai attuata". 

La visita del Capo dello Stato è stata annunciata in momento delicato delle relazioni tra Italia e Usa. Mentre Trump è alle prese con l'Ucraina-gate e l'inchiesta sul suo possibile impeachment, il governo italiano deve gestire l'intricata vicenda del Russiagate, sui cui il presidente del Consiglio Conte sarà chiamato a riferire al Copasir, in merito ai contatti americani con i servizi italiani, e in particolare riguardo ai viaggi segreti a Roma del ministro di Giustizia Usa Willam Barr (che sta indagando sulle origini del Russiagate) il 15 agosto e il 30 settembre scorsi, quando ha incontrato appunto i vertici dei servizi. Anche lo scacchiere internazionale è instabile, dopo che il presidente turco Erdogan ha minacciato l'Europa di far arrivare migliaia di profughi. La guerra in Siria preoccupa il presidente Mattarella, che ieri, a un vertice internazionale ad Atene, ha lanciato un monito agli altri Stati europei: "In politica estera l'Unione europea si sta confermando marginale, come la crisi siriana sta in queste ore dimostrando". Gli avvenimenti in Siria già due anni fa "comportavano conseguenze molto gravi, innanzitutto per i siriani ma anche per la Ue. Allora l'Europa era priva di influenza sostanziale: oggi è ancora più così. I protagonisti sono altri ma – ha osservato – le conseguenze cadono sull'Europa".

Per il presidente Sergio Mattarella oggi più che mai è "indispensabile una politica comune sempre più forte ed integrata", sia in politica estera che nella Difesa. "L'Unione europea deve fare due cose e perseguire due obiettivi: la difesa del multilateralismo e assicurare agli europei un soggetto che li rappresenti in maniera autorevole. La Ue è la massima definizione possibile del multilateralismo e lo difende. In un mondo di colossi serve una presenza autorevole della Ue nella scena internazionale". Il capo dello Stato ha molto insistito sulla necessità di "una politica di difesa comune" per "garantire agli europei capacità di influire negli scenari internazionali, naturalmente in sintonia con la Nato". Quello con l'Alleanza atlantica è infatti "un legame indistruttibile qualunque siano le difficoltà".