L’ultimatum del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, le risposte di Salvini e Di Maio, il nuovo scontro sul decreto Sblocca cantieri e lo stallo che prosegue in Parlamento. Il caos nel governo – esasperato nelle ultime ore – ha portato il Partito Democratico a chiedere a Conte di riferire in Parlamento e di aprire in quella sede una eventuale crisi. Andrea Marcucci, capogruppo dem al Senato, sottolinea, in un’intervista a Fanpage.it, come la conferenza stampa del presidente del Consiglio non sia altro che un “ultimo atto di un teatrino dell’assurdo”. Per il Pd Conte doveva solamente “venire in Aula a riferire”, evitando di gestire “la crisi in modo extraparlamentare: oggi ho chiesto a Conte di evitare questo ultimo schiaffo, venga in Aula a riferire”. Il governo, secondo Marcucci, è “andato completamente in tilt” sugli ultimi provvedimenti e ora deve avere il coraggio di aprire “la crisi in Parlamento”. A quel punto non ci sarebbero altre soluzioni: “Non vedo, in questa legislatura, altre possibili maggioranze”.

Il discorso di Conte apre ufficialmente la crisi di governo? 

È solo l'ultimo atto di un teatrino dell'assurdo che va avanti da mesi. Uno scontro continuo e complessivo, portato avanti in ogni luogo. Un braccio di ferro consumato lontano dai problemi del Paese, che in un anno si sono incredibilmente aggravati. Conte doveva fare un'unica cosa: venire in Aula a riferire. Ha preferito il palchetto di Palazzo Chigi per mandare messaggi obliqui a Salvini e a Di Maio. Ha avuto persino il coraggio di dipingersi come un tecnico, dimenticando di avere Rocco Casalino alle sue spalle, e di essere organico dal primo giorno della legislatura alla Casaleggio associati.

Perché chiedete al presidente del Consiglio di riferire in Aula?

È una maggioranza che si è sempre disinteressata dell'Aula, ora vorrebbe gestire anche la crisi in modo totalmente extraparlamentare. Oggi in Senato ho chiesto a Conte di evitare questo ultimo schiaffo, venga in Aula a riferire. La maggioranza non è in crisi per le bizze dei suoi due vicepremier, ma perché i due vicepremier sono palesemente inadatti a gestire la situazione drammatica in cui hanno fatto precipitare l'Italia. Salvini cerca una via d'uscita e rimanda il problema della legge di Bilancio. È un problema, elezioni o non elezioni, insormontabile anche per il leader della Lega, che ha esattamente le stesse responsabilità di Di Maio.

Cosa chiedete a Conte? Deve rimettere davvero il suo mandato nelle mani di Mattarella?

Sono i gruppi parlamentari della maggioranza, che dopo essersele date di santa ragione, devono finalmente preoccuparsi ed occuparsi del Paese. Siamo ad un passo dalla procedura di infrazione dell'Ue, abbiamo una legge di Bilancio per l'appunto disperata da mettere in piedi, lo spread che si è rimesso a correre, tutti gli indicatori economici che segnano il profondo rosso. M5s e Lega non sono all'altezza di governare? Devono dirlo chiaramente e nella sede deputata a gestire la crisi.

Sullo Sblocca cantieri quella della Lega è solo una provocazione o un pretesto per mettere in difficoltà il governo?

Tutte e due le cose insieme. Il problema è che la maggioranza governa in questo modo da mesi, è uno stop and go che sta creando un vero e proprio disastro. Sullo Sblocca cantieri e alla Camera sulla Crescita, il governo Conte è andato totalmente in tilt. Ma è davvero da un anno che il Paese va avanti senza un governo. Si sono occupati di tutte le poltrone, di tutti gli organigrammi, ma non hanno affrontato bene neanche una emergenza.

Il Pd attacca la maggioranza per lo stallo in Aula: come se ne esce e cosa chiedete alle forze di maggioranza?

Se ne esce con un definitivo chiarimento tra il M5s e la Lega. Se la maggioranza, come io credo, non esiste più, la crisi va aperta in Parlamento e la palla passa al capo dello Stato.

Quale è secondo voi la soluzione ora: dimissioni di Conte e subito nuove elezioni o ci sono altre possibilità?

Lo ripeto, è una valutazione che nel caso spetterà al capo dello Stato, non ad altri.

Crede che si stia andando davvero verso una crisi o alla fine si eviterà lo scioglimento del governo?

Sono, credo, i giorni determinanti per capire quali siano le reali volontà. Salvini è davvero convinto alle politiche di raccogliere la stessa percentuale avuta alle Europee? Gli italiani non amano gli incendiari e il cerino in mano in questo momento ce l'ha lui. Si assumerebbe una responsabilità che ad altri in altre situazioni è costata tantissimo.

Cosa farà il Pd nel caso in cui si apra davvero una crisi di governo? 

Non vedo in questa legislatura altre possibili maggioranze. In questo momento il Paese è seduto accanto ad un vulcano, con lo spread che sfiora i 300 punti base, la disoccupazione che è tornata a crescere, con il Pil congelato, con le aziende che chiudono, quindi è impossibile fare previsioni. Purtroppo qualsiasi cosa succeda, il conto per gli italiani sarà salatissimo.

Quali conseguenze avrà questo nuovo scontro sulle trattative con l’Ue e sull'eventuale procedura d’infrazione?

Salvini vuole il totale isolamento dell'Italia in Europa, vuole un Paese più diviso, più cattivo, più povero. Un Paese ancora più spostato a destra. In un contesto del genere, aprirebbe un conflitto con la Ue e con i suoi vincoli economici. È in tutto e per tutto un disegno eversivo.