Il vertice sulla manovra economica a Palazzo Chigi, ma sullo sfondo anche l'emergenza Venezia e il caso Ilva: molte le questioni aperte e che rischiano di dividere la maggioranza e per questo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lancia un appello all'unità. "Questo incontro è finalizzato a organizzare meglio il lavoro e a condividere anche i tempi. Un approccio di metodo che ci permetta di mantenere costante il dialogo, di superare criticità qualora ci fossero e consentire al Parlamento di poter esprimere le sue sensibilità nella consapevolezza però – specifica il premier – che questo testo comunque esprime un indirizzo politico di governo e quindi non può essere stravolto nei suoi contenuti essenziali".

"Interesse generale", le due parole chiave pronunciate da Conte, con cui il premier cerca di limitare gli attriti presenti nella maggioranza di governo. "Abbiamo delle volte dovuto operare delle mediazioni – ricorda – oggi però vi invito tutti a considerare lo spirito di squadra anche nelle aule parlamentari. Vi prego di conservare questo generale superiore interesse, nella consapevolezza che molte premure rappresentate al tavolo sono state raccolte, in una logica di squadra, di spirito complessivo". 

Le conclusioni del vertice di maggioranza

La legge di bilancio approvata "salvo intese" è fondamentalmente decisa. L'incontro, a quanto si apprende dai partecipanti, è servito per definire un metodo di lavoro in modo da portare a casa gli obiettivi del Governo senza clamorosi inciampi. Il titolare dell'Economia Roberto Gualtieri dice che la manovra è definita al 95%, sostenuto da Conte, ma apre a delle proposte di miglioramento. Due i capitoli più aperti a modifiche: plastic tax e auto aziendali. "Lavoreremo insieme per migliorare norme su plastica usa e getta e auto aziendali (5% della manovra ) con soluzioni studiate e condivise", dice Gualtieri, incassando il plauso di Italia Viva.

Le tensioni tra M5s e Italia Viva

Nonostante l'appello all'unità lanciato dal premier in apertura del vertice, alcune proposte di Italia Viva non vengono digerite da alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle. Davide Faraone, uscendo da Palazzo Chigi, fa sapere che i renziani presenteranno emendamenti per evitare pene troppo aspre per chi evade, un punto che innervosisce il capo politico del Movimento che da Washington commenta: "Questa è un'ulteriore provocazione, per me il Governo va avanti se resta il carcere ai grandi evasori".