Covid 19

L’Iss dice che chi non è vaccinato rischia 19 volte di più di morire per Covid

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Secondo il report dell’Iss chi non si vaccina contro il Covid rischia 19 volte di più di morire, 20 volte di più di finire in terapia intensiva e 9 volte di più di essere ricoverato rispetto a chi ha fatto la terza dose.

Chi non è vaccinato rischia di morire per Covid e finire all'ospedale molto di più rispetto a chi ha fatto due o tre dosi. Questo, ormai, si può dire essere un dato appurato, che viene aggiornato ogni settimana dall'Istituto superiore di sanità, nel report completo che esce il sabato. La situazione è cambiata con la variante Omicron, che i dati stanno pian piano confermando essere generalmente meno aggressiva, ma va anche considerato che l'impatto del virus mutato è avvenuto su una popolazione largamente vaccinata. Come ha spiegato qualche giorno fa il professor Burioni, la nuova variante è "più buona" soprattutto con chi si è vaccinato, mentre per tutti gli altri il rischio rimane ed è molto elevato.

Il report Iss conferma quanto detto finora: la mortalità per Covid tra persone non vaccinate è risultata 19 volte più alta rispetto a chi ha fatto la terza dose e 7 volte maggiore rispetto a chi ha concluso il ciclo primario (due dosi) da meno di quattro mesi. Nel periodo tra dicembre e gennaio sono stati 107 i decessi ogni 100mila abitanti tra i non vaccinati, dato che scende a 15 tra chi ha fatto due dosi da meno di 120 giorni e a 6 tra chi ha ricevuto anche il booster.

I dati raccontano anche come si finisca molto meno spesso in ospedale grazie ai vaccini contro il Covid. I no vax finiscono in terapia intensiva 20 di più rispetto a chi ha ricevuto la terza dose e 8 volte di più rispetto a chi ha fatto le due dosi da meno di quattro mesi. A gennaio il tasso di ricoveri in rianimazione per i non vaccinati è di 35 ogni 100mila abitanti, dato che cala a 4 per chi ha concluso il ciclo primario da meno di 120 giorni e a 2 per chi ha fatto il booster.

Infine le persone che non sono vaccinate contro il Covid, si legge sempre nel report, vengono ricoverate dopo aver contratto il virus 9 volte di più rispetto a chi ha fatto la terza dose e 5 di più rispetto a chi ha fatto le prime due entro quattro mesi. Anche qui a gennaio, il tasso di ospedalizzazione per i non vaccinati è stato infatti di 380 ricoveri ogni 100mila abitanti, contro gli 84 tra chi aveva fatto le due dosi e i 41 tra chi aveva ricevuto anche la terza.

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