Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, rivolgono un appello a tutti gli attori coinvolti nella situazione in Libia, chiedendo un cessate il fuoco che sia duraturo. Dopo l’incontro tra i due, Conte parla in conferenza stampa ad Ankara: “Abbiamo condiviso con il presidente Erdogan l'urgente necessità di porre fine all'escalation sul terreno per garantire un cessate il fuoco duraturo. L'iniziativa, la dichiarazione russo-turca, va in questa direzione e auspico che rappresenti una concreta finestra di opportunità per ridare slancio al confronto pacifico sotto l'egida dell'Onu”. L’Italia, assicura ancora il presidente del Consiglio, “non mira a ingerenze o interferenze”, ma l’obiettivo è quello di lasciare al Paese “autonomia e stabilità”.

L’obiettivo dell’Italia sulla questione libica, secondo Conte, deve essere quello di aiutare il processo avviato a Mosca, dove oggi si trovano le delegazioni “chiamate a sottoscrivere la tregua: noi dobbiamo lavorare tutti per questo obiettivo comune in modo coordinato, dobbiamo assicurare un risultato duraturo”. Non un cessate il fuoco precario, che va evitato con un “più ampio e collettivo sforzo della comunità internazionale”. Anche per questo motivo Conte ed Erdogan hanno “condiviso l’assoluta opportunità che si acceleri sul processo di Berlino” in cui devono avere un ruolo fondamentale sia l’Ue che Turchia e Russia, secondo il presidente del Consiglio. L’Italia, in ogni caso, ribadisce il suo sostegno al “percorso già disegnato sotto l’egida Onu”.

Ue, Turchia e Russia si ritroveranno al vertice di Berlino, che si dovrebbe tenere il 19 gennaio. La presenza di Conte, Putin ed Erdogan in Germania è stata confermata dallo stesso presidente turco. Che ha poi espresso apprezzamento per “gli sforzi da parte italiana per raggiungere l'obiettivo” del cessate il fuoco permanente in Libia. Dopo la dichiarazione congiunta con la Russia, prosegue il presidente turco, c'è il cessate il fuoco, "ma vogliamo che sia permanente”. Per quanto riguarda la presenza dell’Onu, Erdogan sostiene che “può essere opportuna in qualità di osservatori. Faremo in modo che il processo di pace sia più duraturo. Dobbiamo mettere un punto definitivo perché si arrivi alla pace”.