Ahmed Al Mismari, portavoce dell'Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar, ha annunciato il cessate il fuoco a partire dalle 00.01 di domenica 12 gennaio. "La nostra reazione sarà severa se la tregua verrà violata dal campo nemico”, ha fatto sapere il portavoce. A esercitare pressione su Haftar era stato nelle ultime ore il presidente russo Vladimir Putin. Si attende adesso la reazione del capo del Governo di accordo nazionale, Fayez al Serraj, che oggi ha incontrato il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte a Roma e ha detto di accogliere ogni iniziativa per il cessate il fuoco, a partire di quella tra Turchia e Russia, precisando però che "non può avvenire senza il ritiro dell'aggressore Haftar di cui non ci fidiamo".

"L'Italia ha sempre linearmente, coerentemente lavorato per una soluzione politica, per contrastare l'opzione militare, ritenendo l'opzione politica l'unica prospettiva che possa garantire al popolo libico benessere e prosperità. Non abbiamo altri obiettivi, non abbiamo agende nascoste" ha detto il premier Conte oggi durante l’incontro a Roma col primo ministro libico. "Accogliamo con piacere l'iniziativa di Russia e Turchia per un cessate il fuoco e sempre disponibili ad accogliere qualsiasi tipo di iniziativa possa andare in questa direzione. La condizione è il ritiro della parte che attacca, che non sembra disponibile a ciò" perché ha un altro modus operandi, le parole di Fayez al Sarraj al termine dell'incontro a palazzo Chigi.