14 Marzo 2021
12:59

Letta all’assemblea: “Mi candido, ma non vi serve un nuovo segretario, vi serve un nuovo Pd”

Enrico Letta si presenta all’assemblea del Partito Democratico come (unico) candidato alla segreteria: “Io oggi mi candido a segretario del Pd, ma non vi serve un nuovo segretario, vi serve un nuovo Pd – annuncia l’ex presidente del Consiglio ai delegati – Dobbiamo andare al governo vincendo le elezioni”.
A cura di Tommaso Coluzzi

È il giorno di Enrico Letta. Nell'ultima settimana la vita dell'ex presidente del Consiglio, partito per Parigi dopo la delusione raccolta, è cambiata completamente. Esattamente sette giorni fa scriveva su Twitter di aver letto con sorpresa il suo nome sui giornali, ma di fare "un'altra vita e un altro mestiere". Poi le chiamate insistenti dei vecchi amici di partito, il ritorno a Roma e le quarantotto ore per sciogliere la riserva e infine "io ci sono" annunciato sui social. Oggi è il giorno di Letta al Nazareno: "Ringrazio Nicola Zingaretti e saluto tutte le democratiche e i democratici – ha iniziato l'unico candidato alla segreteria – vi propongo di non concludere questa riflessione qui oggi: io presenterò delle idee, che saranno contenute in un vademecum che verrà inviato domani a tutti i circoli del Partito Democratico per arrivare a delle conclusioni tra due settimane e fare una nuova assemblea".

"È il peggiore anno della nostra storia repubblicana – ha continuato Letta – centomila morti, è scesa la speranza di vita per la prima volta nella storia recente del Paese, la paura, lo smarrimento, gli anziani morti da soli, le famiglie che hanno perso i cari e non sono riusciti a salutarli. Il mio pensiero va a tutti quelli che hanno svolto un lavoro fondamentale". Nel suo discorso, durato più di un'ora, il candidato alla segreteria del Partito Democratico ha toccato tantissimi argomenti: "Voglio pensare a quel mezzo milione di italiani che hanno perso il lavoro, guardiamo a loro cercando di pensare alle migliori soluzioni per il loro futuro. È stato un periodo terribile in cui sono nati tanti segnali di speranza, penso al patto generazionale tra giovani e anziani. Sappiamo che fino all'estate ci aspetterà un periodo durissimo, nuovi lutti e nuove sofferenze. L'impegno è garantire la salute, che resta la priorità. Speriamo che la liberazione che avverrà, avverrà grazie alla scienza, al vaccino".

Letta ha spiegato che quest'anno "il nostro Paese è al centro del mondo, perché l'Italia guida il G20". L'immagine "è quella del nostro presidente Sergio Mattarella che si vaccina in coda, è l'immagine della speranza. Lo Stato si è rivelato fragile, ed è indispensabile rinnovarlo e rilanciarlo. In questo anno la parte della nostra società che ha pagato il prezzo più alto è sicuramente quella delle donne: le violenze sono aumentate in modo insopportabile e le opportunità sono calate, le condizioni di lavoro sono peggiorate ovunque. E su questo abbiamo un problema, e il fatto che sia io qui e non un segretario donna è indice che abbiamo un problema. È un problema non solo nostro".

Il candidato alla segreteria del Pd ha annunciato che la sua ambizione è che "la caduta della pandemia abbia lo stesso effetto nello scatenare le energie che ebbe per la mia generazione la caduta del muro di Berlino. Dobbiamo esserci, uniti e forti con lo sguardo nella società e non nel nostro ombelico". Si sta aprendo "un mondo nuovo in questo 2021, dobbiamo lavorare su un'Italia globale ed europea". La partecipazione "è una parola chiave e lo sarà dopo, in questa epoca di ripartenza. Dobbiamo essere progressisti nei valori, riformisti nel metodo e la radicalità nei comportamenti".

Letta si è rivolto direttamente ai suoi colleghi di partito: "Io oggi mi candido a segretario del Pd, ma non vi serve un nuovo segretario, vi serve un nuovo Pd. Io scelgo il Pd". E ancora: "Arrivo a questa candidatura con i giovani nel cuore e lascio tutti gli incarichi che ho avuto fino ad ora con retribuzione – ha continuato l'ex presidente del Consiglio – Ho ricevuto più messaggi in questa settimana più che in sette anni di vita. La vita è andare all'essenziale, sono qui per fare le cose. Quando parlo dei giovani non dobbiamo essere il partito che parla di giovani, ma che fa parlare i giovani. Siamo un partito che non li attrae al momento del voto, se non saremo il partito dei giovani avrò fallito la mia missione qui. Voglio mettere in piedi una Università democratica".

"Noi non dobbiamo essere costretti a stare al governo perché gli altri portano l'Italia lontano dall'Europa, rischiamo di diventare il partito del potere. Dobbiamo andare al governo vincendo le elezioni – ha spiegato Letta – Ma le elezioni si vincono senza paura di andare all'opposizione. Per noi la sostenibilità è un tema fondamentale. Dobbiamo fare un partito con porte aperte, e mi batterò per il voto ai sedicenni. Lo Ius soli per me è un tema fondamentale. Nell'area dell'Euro non possono esserci paradisi fiscali. Riaprirò un colloquio costante con sindacati e rappresentanti delle imprese. Nei territori dobbiamo tornare ad essere il partito della prossimità".

"L'Egitto ha violato i diritti e ha portato alla morte di Giulio Regeni, perciò porteremo avanti la battaglia per far sì che Patrick Zaki diventi cittadino italiano". E "ci batteremo un patto sull'immigrazione migliore". In conclusione, Letta ha spiegato che "tutto è trasparente" e il suo programma è chiaro. "Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra", e "incontrerò il nuovo Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, con rispetto e attenzione". Il "nostro obiettivo", ha concluso il candidato segretario, "sono le politiche del 2023, per essere alternativi alla destra di Salvini e Meloni".

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