Le donne in pensione ricevono 6mila euro in meno rispetto agli uomini

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Il cosiddetto “gender gap” tra i pensionati uomini e le pensionate donne è ancora evidente, ma, secondo l’Istat, si è comunque attenuato: “Dal 64,6% del 2005 al 59,2% del 2016 per il totale delle prestazioni pensionistiche, e dal 72,6% al 62,1% per quelle di vecchiaia.

I nuovi dati dell'Istat offrono una fotografia fedele sullo stato dei pensionati in Italia: secondo i numeri usciti oggi le donne sono il 52,7% dei pensionati e ricevono in media importi annuali di circa 6mila euro inferiori a quelli degli uomini. La buona notizia comunque è che le differenze di genere tendono ad assottigliarsi: per le pensioni di vecchiaia nel 2005 gli uomini percepivano un +72,6%,  del 2016 al +62,1%.

Gli uomini percepiscono il 55,2% delle pensioni di vecchiaia, e l'importo annuale di tali prestazioni è in media superiore di quasi 8mila euro a quello ricevuto dalle pensionate. Le pensioni assistenziali sono in maggioranza erogate a donne (59,7%) che, molto più spesso degli uomini, non hanno un costante e regolare percorso contributivo: percepiscono infatti il 58,5% delle pensioni di invalidità civile, il 63,4% delle sociali e il 64,7% di quelle di guerra. Ma non è l'unica diseguaglianza che emerge. Infatti secondo il rapporto aumentano invece le differenze territoriali: "l'importo medio delle pensioni del Nord-est supera del 18,2% quello delle pensioni del Mezzogiorno (era il 17,3% nel 2015), quasi il doppio rispetto al divario dell'8,8% del 1983 (primo anno per cui i dati sono disponibili)". Tra le donne, 16 anziane su 100 non ricevono alcuna forma di pensione (tra gli uomini solo 3 su 100).

Analizzando il numero dei pensionati in Italia, si nota in generale un calo: l'Istat osserva una diminuzione nel numero per tutte le tipologie pensionistiche, a eccezione delle pensioni sociali e di invalidità civile. "È ovviamente più marcato tra le pensioni di guerra (-6,7%), di invalidità previdenziale (-5,5%) e tra le indennitarie (-2,3%)", fa notare l'Istituto di statistica aggiungendo che in termini assoluti, le diminuzioni più rilevanti si riscontrano tra i pensionati di vecchiaia (quasi 94mila in meno), tra quelli di invalidità previdenziale (circa 57mila in meno) e tra i superstiti (quasi 29mila in meno). Sono invece in aumento i pensionati sociali (+5mila circa) e quelli d'invalidità civile (+52mila).

Nel 2016 i pensionati sono circa 16,1 milioni e percepiscono in media 17.580 euro lordi, 257 euro in più rispetto all’anno precedente (la media era di 17.323 euro). Tra il 2015 e il 2016 il numero di pensionati è sceso di 115mila unità. In generale i redditi dei nuovi pensionati sono mediamente inferiori a quelli dei cessati (15.024 euro contro 16.673 euro) e a quelli dei pensionati sopravviventi (17.675 euro), che hanno ricevuto trattamenti sia nel 2015 sia nel 2016 che, nel corso del pensionamento, possono aver cumulato ulteriori pensioni (spesso di reversibilità) rispetto a quella con cui sono entrati nello stato di pensionamento.

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