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La storia del deputato Pisano: cacciato da FdI, rientrato dopo tre anni e subito indagato per truffa

Nel 2022, a pochi giorni dalle elezioni, Calogero Pisano fu sospeso da Fratelli d’Italia perché anni prima aveva inneggiato a Hitler. Lasciato il partito, fu comunque eletto deputato. Vi è rientrato solo un mese fa. Oggi è arrivata la notizia che è indagato per truffa aggravata: il parlamentare nega tutte le accuse.
A cura di Luca Pons
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Dalla pagina Facebook Calogero Pisano
Dalla pagina Facebook Calogero Pisano

Calogero Pisano, deputato di Fratelli d'Italia, è indagato in un caso di presunta truffa aggravata che riguarda alcuni fondi stanziati per eventi culturali ad Agrigento. Pisano ha detto di essere del tutto estraneo alle accuse. Il caso emerge quando mancano circa due mesi alle elezioni comunali ad Agrigento.

Ciò che è certo è che non è il primo caso in cui il parlamentare ha messo in difficoltà il suo partito. Nel settembre 2022, a pochi giorni dalle elezioni, FdI lo sospese da tutti gli incarichi perché erano emersi alcuni post in cui inneggiava a Hitler. Pisano è rientrato in FdI ufficialmente solo il mese scorso. Dopo poche settimane, è arrivato l'avviso di garanzia sulle indagini.

L'indagine per truffa sui fondi per eventi culturali

L'inchiesta della procura di Agrigento, coordinata dal capo procuratore Giovanni Di Leo e dalla pm Elettra Consoli, si concentra su alcune presunte false rendicontazioni. Le accuse sono, a vario titolo, di peculato, truffa aggravata e finanziamento illecito a partito.

Tra gli indagati oltre a Pisano ci sono: l'amministratore delegato della società Dmo Valle dei Templi Fabrizio La Gaipa; il direttore della Fondazione Teatro Pirandello Salvatore Prestia, che ha rassegnato le dimissioni dall'incarico questa mattina; Laura Cozzo, a capo di un'associazione culturale e moglie di Prestia; Calogero Casucci, membro di un'altra associazione coinvolta; Antonio Migliaccio, legale rappresentante di una terza associazione culturale, ed ex dipendente di Pisano come autista.

La fondazione Teatro Pirandello e la società Dmo Valle dei Templi sono entrambe partecipate del Comune di Agrigento. Secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero incassato in modo improprio parte dei fondi pubblici stanziati per eventi culturali ad Agrigento tra il 2022 e il 2025, organizzati proprio dalle due partecipate.

Pisano ha smentito questa versione dei fatti: "Le notizie giornalistiche diffuse in queste ore riportano una narrazione che non corrisponde alla realtà. Sono estraneo alle incolpazioni che mi vengono addebitate. Confido che il prosieguo delle indagini accerti la correttezza del mio operato. Ripongo fiducia nella magistratura", ha dichiarato sui suoi profili social.

I post su Hitler "grande statista"

Come detto, non è la prima volta che Pisano è coinvolto in un caso mediatico. L'occasione più nota risale al 2022, e non ebbe alcun risvolto giudiziario, ma pesanti conseguenze politiche. A pochi giorni dalle elezioni politiche, sui giornali riemersero dei vecchi post di Pisano, che era commissario di Fratelli d'Italia nella provincia di Agrigento, e candidato per un seggio in Parlamento.

Il primo, e più contestato, risaliva al 14 dicembre del 2014. Sotto l'immagine di Giorgia Meloni che parlava da un podio con la scritta "L'Italia prima di tutto", Pisano scrisse: "Mi ricorda un slogan di un grande statista di 70 anni fa". E a un commento che suggeriva che si trattasse di Benito Mussolini ("che per me fu il più grande statista dell’era moderna"), il candidato di FdI rispose: "Bravo…ma io parlo di un tedesco". È chiaro che si riferisse ad Adolf Hitler e allo slogan "Deutschland über alles", ovvero "La Germania sopra tutto".

C'erano anche altri post, tra cui uno risalente al 17 marzo 2016 in cui ringraziava Francesca Pascale per aver definito Meloni una "fascista moderna" e aggiungeva: "Noi non abbiamo mai nascosto i nostri ideali…Anzi. Nobis". Pochi mesi dopo, il 16 maggio, aveva scritto: "W i camerati d’Italia".

Quando il caso era emerso, Fratelli d'Italia l'aveva sospeso dal partito e sollevato da ogni incarico. Pisano si era scusato, dicendo di aver scritto "cose profondamente sbagliate" e "indegne"di cui anni dopo si "vergognava" e che andavano "condannate senza ambiguità". Poi si era dimesso da FdI. Nonostante il caso mediatico, era stato eletto deputato, ma era rimasto fuori dal partito. Si era poi unito al gruppo di Noi moderati, pur mantenendo rapporti con Fratelli d'Italia.

Le accuse delle ex collaboratrici e il ritorno in FdI

A marzo dello scorso anno, quando Pisano sedeva ancora in Parlamento con Noi moderati, due sue ex collaboratrici intervistate dal giornalista e deputato regionale siciliano Ismaele La Vardera lo avevano accusato di non aver pagato loro gli stipendi. E anche di molestie sessuali, ovvero di avere un "approccio subdolo" e "ambiguo" e di fare delle "avance". Il deputato aveva negato tutto minacciato di difendersi per vie legali dalle "calunnie".

Già all'epoca si parlava di un possibile rientro in FdI, ma è stato necessario aspettare il 2026. A fine febbraio, con un annuncio alla Camera, Pisano è tornato ufficialmente a sedere tra i banchi di Fratelli d'Italia. Non ci sono stati grandi annunci sui social, la procedura è avvenuta tutta relativamente sotto silenzio. È possibile che la tempistica abbia a che fare anche con le elezioni comunali ad Agrigento, che si terranno a maggio, ma non ci sono conferme.

Fatto sta che, appena rientrato, Pisano è finito subito al centro di un altro caso. Questo è l'unico con ramificazioni legali, fino ad ora. Si parla comunque di indagini, e non di un processo già iniziato, né tantomeno di una condanna. Ma è una nuova grana per FdI, che ha appena dato il bentornato al suo parlamentare.

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