Il calo dei contagi proseguirà fino a metà maggio, ma il ritorno della zona gialla potrà portare una nuova risalita dei contagi dopo quella data. È questa la previsione di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, affidata a un’intervista all’Ansa. Secondo Cartabellotta gli effetti della zona arancione e rossa in tutta Italia si faranno sentire fino alla metà di maggio, con un continuo calo di casi e di ricoveri in ospedali. Dal 26 aprile, però, si tornerà alla zona gialla e questo porterà “inevitabilmente” una risalita della curva dei contagi, “da un lato mitigata dalla ridotta probabilità di contagio all'aperto per l'aumento delle temperature che riduce l'effetto aerosol, dall'altro alimentata dall'aumento dei contatti sociali e, soprattutto, dal mancato rispetto delle regole”.

Per il presidente della Fondazione Gimbe le riaperture del governo sono “una decisione politica sul filo del rasoio, ma inevitabile. Serve la massima collaborazione dei cittadini per non compromettere la stagione estiva”. Gimbe fa anche il punto sull’attuale situazione epidemiologica, con oltre 500mila positivi, un numero “sottostimato dall'insufficiente attività di testing & tracing”. La curva dei ricoveri, spiega Cartabellotta, ha raggiunto il picco il 6 aprile e ora è in discesa con una riduzione del 18% in 11 giorni. Il 6 aprile è stato anche il giorno del picco dei ricoveri in terapia intensiva, ma in questo caso la discesa è più lenta: 10,7% in meno in 11 giorni.

L’avvertimento è chiaro: “Il liberi tutti rischia di far impennare nuovamente la curva dei contagi con il rischio di compromettere la stagione estiva”. Cartebellotta conclude: "Sul fronte vaccinazioni è realistico mettere in sicurezza over 70 e fragili entro l'inizio dell'estate. Questo avrà un impatto rilevante su ospedalizzazioni e decessi, ma non sulla circolazione del virus che richiede di mantenere tutte le misure individuali, come ribadito dal presidente Draghi”.