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La lista di Santoro ha vinto il ricorso al Tar: Pace Terra e Dignità correrà in tutte le circoscrizioni

La lista di Michele Santoro e Raniero La Valle era stata esclusa dalla circoscrizione Nord-Ovest per irregolarità delle firme. La decisione era stata presa dalla Corte d’appello di Milano. Vinto il ricorso al Tar del Lazio, Pace Terra e Dignità rientra in campo in tutte le circoscrizioni.
A cura di Luca Capponi
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La lista di Michele Santoro – Pace Terra e Dignità – in corsa alle prossime elezioni europee è stata riammessa nella circoscrizione Nord Ovest. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla lista, che la scorsa settimana era stata esclusa dalla Corte d'appello di Milano per un vizio di forma. Pace Terra e Dignità, lista promossa da Michele Santoro e Raniero La Valle (93 anni, uno dei primi a candidarsi da indipendente nel Partito Comunista Italiano), potrà così correre in tutte le circoscrizioni. Nella lista, composta da 20 candidati, compaiono i nomi del comico Paolo Rossi e dello scrittore moldavo Nicolai Lilin, con Santoro al primo posto.

Perché Pace Terra e Dignità era stata esclusa

Pace Terra e Dignità era stata inizialmente esclusa dalla corsa nell'Italia nord-occidentale poiché colei che aveva certificato le liste, Erika Guichardaz, era titolata a farlo, ma avrebbe dovuto apporre il timbro con la sua qualifica di consigliera regionale della Valle d'Aosta. "Uno schifo – aveva sbottato Michele Santoro -: persone che si chiamano Erika Guichardaz in tutto il mondo ce n'è una sola. Un timbro blocca la partecipazione democratica". In quegli stessi giorni, Pace Terra e Dignità era stata inizialmente esclusa anche dalla corsa nelle isole, per un analogo problema burocratico, e poi riammessa.

Le motivazioni per cui il Tar del Lazio ha accolto il ricorso

Michele Santoro si è così rivolto al Tar del Lazio, che gli ha dato ragione. Il giudice amministrativo ha accolto la domanda di annullamento degli atti impugnati e disposto l'ammissione della lista a partecipare alle Europee, che si terranno l'8 e il 9 giugno. Così il Tar: "Nel caso di specie, il possesso della qualifica di consigliere regionale in capo all'autenticante (Erika Guichardaz, consigliera regionale della Valle d'Aosta, ndr) è documentato da un atto preesistente alla raccolta delle firme, avente data certa in quanto protocollato… Ha dunque errato l'Ufficio nell'escludere la lista degli odierni ricorrenti per assenza della indicazione della qualifica di consigliere regionale nella persona dell'autenticante le sottoscrizioni relative alla Val d'Aosta". Queste le motivazioni che hanno portato all'accoglimento del ricorso.

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