La foto fake di Tajani con cappellino MAGA è un caso, Bonaccini sotto accusa. Tajani: “Aiuta guerra ibrida”

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La destra si scaglia contro il presidente del Pd ed europarlamentare Stefano Bonaccini, che ha postato, e poi rimosso, un’immagine del vicepremier e Antonio Tajani, prodotta con IA, in cui il ministro degli Esteri era raffigurato con un cappellino MAGA di Donald Trump. Tajani: “Facendo così si aiutano soltanto i signori della guerra ibrida”.

Il ministro degli Esteri Tajani in una foto indossa il cappellino MAGA, "Make America great again", lo slogan più iconico dei trumpiani. Ma l'immagine in questione è fake, ed è stata postata su X dal presidente del Pd, Stefano Bonaccini.

Dopo le polemiche, e l'intervento di Giorgia Meloni che ha definito "preoccupante è la circolazione di immagini false. La libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione", l'esponente dem ha rimosso il post sottolineando che si trattava di un tweet ironico, ma aggiungendo che in passato il titolare della Farnesina è stato effettivamente immortalato in un evento pubblico con il cappellino MAGA in testa: "Vista la richiesta di Forza Italia e per non ingenerare equivoci, ho rimosso il post con un ‘meme’ ironico su Antonio Tajani che indossava il cappellino MAGA, che pur aveva tenuto in mano in occasioni pubbliche, come ampiamente documentato". Il gesto però non è bastato a fermare le polemiche e gli attacchi da destra.

Lo scontro si riaccende all'indomani della disfatta dei repubblicani alle elezioni di Midterm, visto che il vicepremier forzista aveva subito precisato che il governo Meloni non avrebbe subito alcun effetto dalla sconfitta del tycoon, non essendo mai stata "MAGA": "Neanche Meloni è mai stata una MAGA, per carità. Siamo conservatori, io sono berlusconiano", si era affrettato a precisare.

Tajani: "Presidente Pd usa IA per colpirmi e aiuta la guerra ibrida"

"Lancio un appello a tutta la politica italiana: attenzione, difendiamo la democrazia, la libertà. E impediamo che la guerra ibrida ci metta in ginocchio. Mi dispiace che il presidente del Pd, proprio in questo frangente, abbia utilizzato l'IA per attaccare me e denigrare le mie posizioni politiche. Facendo così si aiutano soltanto i signori della guerra ibrida…", ha detto Tajani in un video diffuso sui social, rispondendo a Stefano Bonaccini. Proprio oggi il vicepremier azzurro ha denunciato la diffusione dei propri dati personali sul dark web. Il ministro ha spiegato di aver subito un cyberattacco, che ha coinvolto anche altre importanti personalità europee e ha tracciato un collegamento diretto con il sostegno del governo italiano all'Ucraina.

La destra contro Bonaccini, critiche per la foto fake su Tajani

Tra i primi a criticare il post di Bonaccini c'è il presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, che ha parlato di "foto falsa, frutto dell'intelligenza artificiale", con Tajani che indossa un cappellino "che non ha mai indossato". "È un modo scorretto e sleale di utilizzare strumenti tecnologici per diffamare gli avversari e diffondere menzogne", ha detto. Gasparri ha poi chiesto a Bonaccini di rimuovere l'immagine e ha sfidato la segretaria dem Elly Schlein: "Non ha nulla da dire sul comportamento del presidente del suo partito? Tutti possono pubblicare foto false per denigrare gli avversari? È questa la nuova linea del Pd?".

Il cappello, ha aggiunto, "veniva distribuito come gadget" e Tajani "lo ha lasciato a chi gliel'aveva offerto". Durissima anche la reazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini: "È grave che il presidente del Partito democratico pubblichi sui suoi social una foto falsa del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri", ha dichiarato in una nota. "In questa delicata fase internazionale, caratterizzata da attacchi hacker e minacce ibride, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale da parte di esponenti politici per denigrare esponenti di istituzioni va condannata. Bonaccini si scusi e rimuova la foto dai suoi profili".

Barachini ha ricordato di aver "personalmente lanciato un appello a tutte le forze politiche a non usare voci e volti modificati digitalmente per la comunicazione politica in campagna elettorale" e ha invitato l'Agcom "a valutare l'inserimento di norme idonee nelle linee guida della prossima campagna elettorale".

PPE scrive a Metsola e Pd e pretende le scuse per il ministro

La delegazione italiana del Ppe al Parlamento europeo ha inviato due lettere formali alla presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola, e alla delegazione del Partito democratico per esprimere "ferma protesta e profonda indignazione" per la pubblicazione, sui social del presidente del Pd ed europarlamentare Stefano Bonaccini, di "un'immagine artefatta" del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, "falsamente raffigurato" con un cappellino Maga di Donald Trump.

"Un episodio gravissimo, che travalica la normale dialettica politica -denuncia la delegazione- e investe la credibilità delle istituzioni democratiche. È inaccettabile che un parlamentare europeo, per di più presidente di un importante partito, diffonda immagini falsificate per attaccare un avversario politico. Prendiamo atto che Bonaccini abbia rimosso il post, ma cancellare una falsità non significa cancellarne le conseguenze. Un'immagine manipolata può continuare a circolare anche dopo la rimozione, alimentando disinformazione e provocando danni reputazionali. Servono quindi un riconoscimento pubblico dell'errore, chiarimenti e scuse esplicite al ministro Tajani".

Nella lettera a Metsola viene chiesto di valutare la vicenda nell'ambito delle prerogative istituzionali della presidenza del Parlamento europeo. Alla delegazione del Pd si domanda invece una "presa di posizione pubblica, chiara e inequivocabile, che condanni l'utilizzo di immagini falsificate nella comunicazione politica": "Colpisce la contraddizione tra questo comportamento e le continue battaglie del Pd contro le fake news. Non si può denunciare la disinformazione quando proviene dagli avversari e tollerarla quando viene utilizzata dalla propria parte politica. Non possono esistere doppi standard".

"Non chiediamo di rinunciare alla critica politica, anche aspra, ma – avverte delegazione italiana del Ppe – di rispettare la verità dei fatti e la dignità delle istituzioni. In un'epoca segnata dalla crescente diffusione di contenuti manipolati e deepfake, chi rappresenta i cittadini europei deve dare per primo l'esempio. Ci aspettiamo dalla Presidente Metsola la dovuta attenzione e dal PD una risposta chiara, senza ambiguità. La credibilità della lotta alla disinformazione si misura anche dalla capacità di condannare gli errori della propria parte politica".

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