Membri esercito iracheno in posa con bandiera Isis dopo aver liberato Mosul
in foto: Membri esercito iracheno in posa con bandiera Isis dopo aver liberato Mosul

AGGIORNAMENTO: È arrivata immediatamente la replica del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, che sostanzialmente smentisce la ricostruzione del Guardian e ribadisce la bontà del lavoro di cooperazione fra l'Italia e la Tunisia per il contrasto dell'immigrazione clandestina verso le nostre coste:

In riferimento all’articolo pubblicato sul sito del quotidiano inglese The Guardian dal titolo “Interpol circles list suspected Isis fighters belivied to be in Italy”, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza precisa quanto segue.

Non trova alcun riscontro l’informazione di 50 “combattenti stranieri” approdati sulle coste italiane appartenenti all’Isis e pronti a compiere attentati.
Nell’ambito di un consolidato, costante e prolifico rapporto di collaborazione e scambio d’informazioni tra le autorità italiane e tunisine, quest’ultime hanno segnalato nel tempo al nostro Paese il probabile ingresso in Italia di appartenenti a presunti gruppi integralisti. Il proficuo rapporto di cooperazione internazionale di polizia tra i due Stati ha permesso di rintracciare un esiguo numero di persone segnalate le quali, a seguito delle previste procedure d’identificazione, sono state immediatamente rimpatriate.

Ovviamente è massima l’attenzione verso tutti coloro che raggiungono illegalmente il nostro territorio e l’immediata espulsione di alcuni soggetti segnalati ne è una incontrovertibile conferma. Giova inoltre ricordare che grazie alla citata collaborazione con le Autorità tunisine, due volte alla settimana vengono effettuati rimpatri collettivi verso quel Paese.

L’Interpol ha stilato una lista di 50 combattenti dell’ISIS, che, dopo le recenti sconfitte dello Stato islamico in Siria e Iraq, sarebbero tornate in Europa, raggiungendo l’Italia attraverso la Tunisia. Si tratterebbe di 50 persone di nazionalità tunisina, sbarcate in Sicilia con l’obiettivo di attraversare l’Italia e raggiungere Francia e Germania. A rivelarlo è il Guardian, che ha ottenuto un documento riservato dell’Interpol, inviato al ministero dell’Interno italiano lo scorso 29 novembre.

Stando a quanto rivela il giornale britannico, alcuni di loro sarebbero già stati identificati dalle forze di polizia italiane al momento dello sbarco, mentre pare che uno di loro abbia attraversato la frontiera per raggiungere Gard, nel sud della Francia.

A quanto risulta, gran parte dei tunisini avrebbe raggiunto le coste del nostro paese tra luglio e ottobre dello scorso anno, con canali diversi rispetto a quelli maggiormente utilizzati dai trafficanti di uomini per permettere lo sbarco di decine di migliaia di migranti sulle coste siciliane. In poche parole, i sospettati non avrebbero raggiunto l’Italia “nascosti nei gommoni” che partono dalla Libia o dalla stessa Tunisia, ma utilizzando piccole imbarcazioni, che trasportano passeggeri di notte, a gruppi di 20 o 30 alla volta. Si tratta dei cosiddetti “ghost landings”, sbarchi fantasma, con le imbarcazioni che sfuggono ai controlli e vengono abbandonate sulle spiagge siciliane (in particolare in provincia di Agrigento) e spesso ritrovate quando i passeggeri hanno già fatto perdere le loro tracce.

Luigi Patronaggio, procuratore di Agrigento, spiega: “Non possiamo escludere che tra i migranti che utilizzano questi sbarchi fantasma possano nascondersi jihadisti”. E altre fonti investigative siciliane spiegano le difficoltà di intervento anche nei casi in cui un gruppo di persone sia fermato dalle autorità italiane: “Non sappiamo cosa hanno fatto prima di sbarcare qui, non sappiamo chi sono e cosa siano stato prima di arrivare in Sicilia. Alcuni non vogliono farsi identificare e rifiutano di farsi prendere le impronte digitali. Per questi motivi, se sei un terrorista, il modo più sicuro per raggiungere l’Europa è attraverso Agrigento”.

Si calcola che siano circa 5500 i tunisini che hanno combattuto in Siria per lo Stato Islamico, molti dei quali avrebbero fatto ritorno in patria e potrebbero cercare di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo. Sono circa 5mila, invece, i migranti “economici” di nazionalità tunisina arrivati in Italia con i barconi lo scorso anno, la metà dei quali già rimpatriata grazie agli accordi fra Roma e Tunisi.