Intercettazioni, emendamento Fdi per ampliarle spacca la maggioranza: soccorso di La Russa per evitare la crisi

Immagine
Fdi presenta due emendamenti al decreto Giustizia in aula al Senato per ampliare l’utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per cui sono state autorizzate. Il presidente del Senato La Russa è pronto a dichiararli improponibili o inammissibili per evitare di mandare la maggioranza in frantumi.

AGGIORNAMENTO: La mossa del presidente del Senato Ignazio La Russa dovrebbe evitare di mandare di nuovo in crisi la maggioranza, come avvenuto già per l'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze. Il presidente del Senato ha valutato l'inammissibilità di due emendamenti di Fratelli d'Italia al decreto Giustizia, che contiene anche norme su migranti e asilo. Oggi il decreto dovrebbe ottenere il via libera definitivo, per poi ottenere l'ok alla Camera entro l'11 agosto, pena la decadenza del dl.

"Credo che al 99,9% quell'emendamento al di là di come io lo giudichi debba essere dichiarato improponibile e così avverrà", ha detto il presidente del Senato, rispondendo ad una domanda durante la cerimonia del Ventaglio. "Non si tratta di una mediazione, è un esame attento degli emendamenti. Mi sono adagiato moltissimo sul giudizio tecnico degli uffici. Ho chiesto che grado di inammissibilità avesse, mi hanno detto altissimo anche se non 100%. Ma non voglio fare nessuno strappo in questa materia, voglio essere sempre rispettoso del mio ruolo. E non è che tolgo le castagne dal fuoco alla maggioranza. Anche perché può riproporre tra pochi giorni un altro provvedimento in cui non ci sia problema di ammissibilità, e ho sentore che questo potrà accadere", ha spiegato.

I due emendamenti di Fdi puntano ad ampliare l'utilizzabilità delle intercettazioni "a strascico" in procedimenti diversi da quelli in cui sono già autorizzate. La questione era stata sollevata dal procuratore antimafia Giovanni Melillo, in modo da facilitare l'apertura di indagini su reati spia per mafia. Ma già in commissione la proposta di Fdi aveva creato tensioni, con Forza Italia che aveva già espresso la sua contrarietà.

I due emendamenti, a firma dei meloniani Sandro Sisler e Gianni Berrino, sono stati depositati ieri: il termine per presentare modifiche al Senato è scaduto ieri pomeriggio alle 16.15. L'obiettivo è appunto quello di ampliare il ricorso alle conversazioni telefoniche per poter aprire indagini su reati spia per mafia, modificando così l'articolo 270 del codice di procedura penale. Ma Forza Italia resta contraria e sul punto non intende arretrare. "Noi siamo contrari – ha ribadito ieri il leader azzurro Tajani – quell'emendamento non lo possiamo votare. Ma credo che sia inammissibile".

La mossa di La Russa, pronto a dichiarare formalmente i due emendamenti improponibili o inammissibili, sembra l'unica strada percorribile. "Sarebbe una decisione saggia e prudente", è il commento del senatore Fi Pierantonio Zanettin, il quale dall'inizio aveva suggerito la strada dell'inammissibilità. Il nodo però è destinato a ripresentarsi in un altro provvedimento, visto che la norma è stata espressamente richiesta dal procuratore nazionale antimafia Melillo.

Le opposizioni approfittano delle evidenti divisioni e attaccano: "È un provvedimento pessimo e siete riusciti anche a dividervi sulla lotta alle mafie. Come ha denunciato il procuratore Antimafia, Melillo, le norme approvate due anni fa dal governo hanno fatto fare pericolosi passi indietro agli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo, con particolare riferimento alle intercettazioni. Fdi ha provato a presentare un emendamento che ha trovato la forte ostilità di Forza Italia e una provvidenziale inammissibilità. Altro che impegno antimafia. Bisogna ricordare a Meloni e Colosimo che non basta partecipare alle commemorazioni se poi non si ha la forza e la volontà di raccogliere gli allarmi del procuratore antimafia, se viene abolito l'abuso d'ufficio e ogni presidio di legalità e antimafia, se, nonostante le richieste delle procure, si vieta l'uso delle chat tra Delmastro e i prestanome del clan Senese. Come Pd, abbiamo raccolto l'appello di Melillo e presentato un emendamento che punta a contrastare davvero le mafie", ha ieri detto il senatore Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Antimafia, intervenendo in aula sul decreto Giustizia.

Intanto sulla legge elettorale potrebbe andare in scena un altro scontro nella coalizione. Da una parte ci sono i tempi dell'esame al Senato, dall'altra le modifiche da apportare in seconda lettura alla riforma già approvata alla Camera. Fratelli d'Italia vuole accelerare, fissando il termine per gli emendamenti prima della pausa estiva, e ha intenzione di spingere sulle preferenze bocciate con il voto segreto a Montecitorio. Forza Italia invece ritiene "giusto non correre". Oggi alle 14 in un'assemblea dei senatori con il leader Antonio Tajani si discute ancora sulle preferenze, cercando una mediazione. Il punto di caduta potrebbe essere un via libera sulle preferenze, con la promessa però di nuove modifiche alla riforma. In questo modo però i tempi dell'approvazione slitterebbero sicuramente.

Secondo Tajani, "si sta facendo una tempesta in un bicchier d'acqua. Le preferenze non sono l'elemento essenziale della riforma. La riforma ha come obiettivo la stabilità". In ogni caso "non abbiamo ancora nessun emendamento" e se e "quando lo presenteranno noi lo esamineremo senza pregiudizi ma senza neanche coercizioni. Valuteremo il da farsi, così come abbiamo fatto quando è stato presentato alla Camera".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views