È stato assolto con rito abbreviato il deputato leghista, Vito Comencini, che nel 2019 aveva insultato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal palco di Pontida. Era il 14 settembre dell'anno scorso: durante un comizio al raduno della Lega a Pontida, il parlamentare e consigliere comunale a Verona aveva urlato: "Questo presidente della Repubblica, lo posso dire? Mi fa schifo". Delle parole che gli sono costate l'accusa di vilipendio e un processo.

"Mi fa schifo chi non tiene in conto del 34 percento dei cittadini", aveva aggiunto Comencini, parlando dei consensi della Lega che emergevano dai sondaggi un anno fa. L'attacco al capo dello Stato aveva portato la Procura di Verona ad aprire un fascicolo a carico di Comencini, trasmesso poi alla Procura di Bergamo. Il reato contestato era di vilipendio al capo dello Stato, per cui la pena va da uno a cinque anni. In base all’articolo 278 del codice penale, infatti, "chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da 1 a 5 anni". Questa mattina c'è stata l'udienza del rito abbreviato e lo stesso Comencini ha raccontato all'agenzia di stampa Adnkronos di essere stato assolto per gli insulti lanciati dal palco di Pontida.

Comencini non aveva mai chiesto direttamente scusa, affermando piuttosto: "Se il presidente dirà di essersi sentito offeso o se qualcuno dimostrerà che l’ho insultato, sono disposto a chiedere scusa. Sono stati toni sbagliati ma ritengo legittimo di poter esercitare il mio diritto di critica. Non era mia intenzione insultare Mattarella". Sulla questione era intervenuto anche il segretario della Lega, Matteo Salvini: "Sono toni sbagliati. Sono convinto che si debba mantenere il rispetto, ma la maggioranza degli italiani si sente tradita e presa in giro. Io sono per la libertà di idee, di pensiero, di parola e di opinioni".